Venerdi 9 Dicembre

Il ragazzino che mette in crisi la Formula 1: mad Max!

LaPresse/Photo4

Max Verstappen: il giovane pilota della Red Bull mette in crisi la Formula 1 e i suoi più grandi campioni

Basta un ragazzino, a mettere in crisi il mondo della Formula 1. Basta uno come Mad Max, a mettere in ginocchio un sistema in cui noi tutti pensavamo regnassero uomini coraggiosi e sprezzo del pericolo. E invece? E invece Mad Max toglie il velo e quello che si scopre è un insieme di piloti che, come bambini viziati, mandano a quel paese direttori di gara, minacciano di “prendere a pugni qualcuno” (salvo poi, quando se lo trovano di fronte, abbassare la cresta e le promesse di guerra), e frignano frasi piangenti tipo “il podio è mio!”.

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Ebbene, su quel podio ce lo hanno fatto anche salire, il bimbo Vettel, salvo poi retrocederlo al 5° posto, per traiettoria illegale. E quindi, caro bimbo viziato, chi ha sbagliato? Tutti sbagliano. Prima o poi. Ma qui c’è un talentuoso e irriverente pilota, giovanissimo, odiatissimo, che riesce, da solo, a mettere in crisi Campioni del Mondo e aspiranti tali. Un pilota di Formula 1 deve generare emozioni ed entusiasmi. E questo Verstappen fa. Glielo vogliamo proibire, come nella MotoGP gli spagnoli cercarono di proibire i sorpassi al nostro Sic?

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Verstappen è un po’ Nigel Mansell, per quel suo saper disubbidire con caparbietà e carattere alle regole imposte dall’ordine precostituito. Verstappen è un po’ Ayrton Senna, nella ricerca di quella foga agonistica che può ricercare anche nel supremo (Dio?) le scuse per riuscire a vincere. Verstappen è un po’ come Gilles, per come sa appassionare e infiammare le folle, soprattutto dei più giovani. L’era dei pilotini perfettini sembra essere arrivata alla sua fine. È arrivato il “castigamatti”, un ragazzino che va veloce, che fa scaturire emozioni, che non permette agli spettatori di addormentarsi per colpa della noia. Era ora!