Domenica 11 Dicembre

Il Papa nerazzurro

Jonathan Moscrop

Lavora dietro le quinte, ma tutti conoscono il suo potere. Dalla Cina all’Indonesia. Il papa nerazzurro, adesso, valuta il futuro di De Boer

LaPresse/De Grandis

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Il papa nerazzurro – Come un Papa, si muove con destrezza, in silenzio, e dietro le quinte muove i fili che a loro volta muovono i burattini che stanno sul palco, davanti a telecamere e pubblico. Come un Papa, emette sentenze “non dette”, accennando, nascondendosi subito dopo aver detto “il necessario” per scatenare la valanga. Il verbo del Papa nerazzurro viene ascoltato da tutti come parola sacra, nonostante egli sia, come Papa Benedetto XVI, una sorta di Papa emerito. Basta un sussurro del Papa nerazzurro per provocare scricchiolii che portano a rotture definitive. Così come basta la benedizione del Papa emerito nerazzurro per riportare in auge un figliol prodigo dal peccaminoso passato rossonero.

LaPresse/Spada

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Il papa nerazzurro –Il Papa nerazzurro sembra sempre schivare i profani microfoni, salvo poi accostarsi a loro, lasciando cadere, con tono greve, le sue indubitabili e indiscutibili verità. In Cina e in Indonesia sanno benissimo che chi comanda è lui, il Papa nerazzurro. Non a caso è stata sua la scelta di licenziare Mazzarri, sua la scelta di far sedere sulla panca interista l’elegante Mancini, sua la scelta di portare un Leonardo milanista all’Inter, sua la scelta di inserire Cordoba nella dirigenza nerazzurra, sua la scelta di eleggere Zanetti vice presidente. Tutti, in queste ore, aspettano la sua fumata. A seconda del colore, i tifosi nerazzurri sapranno cosa li aspetta nel futuro prossimo venturo. W il Papa? Chissà…