Lunedi 5 Dicembre

Il canto del Gallo, Belotti svela: “ecco perché esulto così. Sheva idolo? Di più, è un santo”

LaPresse/Fabio Ferrari

Belotti, attaccante del Torino e della Nazionale, si racconta: “ecco perché esulto così. L’idolo? Shevchenko”

LaPresse/Spada

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A tutto Belotti Da Torino alla Nazionale, il canto del Gallo Balotti inizia a diventare sempre più noto. “La prima volta che ho esultato con la cresta perché l’avevo promesso al mio amico Yuri Gallo. Credo che non smetterò mai di fare la cresta dopo un gol, ma non tengo più i capelli così perché mi sembrava una pettinatura quasi eccessiva: quella di oggi, con la riga così precisa, rispecchia più il mio modo di essere”. Vive un sogno Andrea Belotti e non lo nasconde.

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A tutto Belotti – Nel corso di un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, l’attaccante del Torino svela tanti particolari ancora sconosciuti che lo riguardano, iniziando dall’idolo di sempre: Shevchenko. “Rimasi stregato durante una partita a San Siro, per me era come un santo: poteva esserci in campo Maradona, io vedevo solo Shevchenko. Di lui avrei voluto tutto, di tutti gli altri attaccanti che ho ‘studiato’ una qualità a testa: la freddezza sotto porta di Mario Gomez, la facilità di smarcarsi di Torres, lo strapotere fisico di Drogba. Oggi provo a rubare qualche segreto ad Aguero: movimenti, senso della posizione, come sente la porta e arriva sulla palla prima degli altri. Fa gol sempre e in tutti i modi ed è pure un leader, di quelli che piacciono a me. Lo sentite parlare spesso? Quasi mai: però parla in campo”. Una lingua che Belotti sta dimostrando di conoscere bene.