Giovedi 8 Dicembre

Golf-Ryder Cup: Usa sempre avanti, ma l’Europa non molla: 9,5 a 6,5 il punteggio!

claudio scaccini

Gli Usa si avvicinano al titolo nella 41ª edizione della Ryder Cup: l’Europa ha bisogno dello scatto decisivo

Gli Stati Uniti hanno preso un vantaggio di tre punti (9,5-6,5) sull’Europa al termine di una seconda emozionante giornata di doppi nella 41ª Ryder Cup, sul percorso dell’Hazeltine National GC, a Chaska nel Minnesota. I continentali, affidati al nordirlandese Darren Clarke, con un parziale di 2,5-1,5 nei foursomes mattutini avevano ridotto a un solo punto il divario, rimontando pazientemente dal devastante 0-4 nei foursomes di partenza, passando attraverso il 3-1 nei successivi fourballs. Nel pomeriggio, però, gli statunitensi di Davis Love III hanno vinto tre match contro uno e si sono portati a soli cinque punti dal successo. Non può considerarsi un margine di assoluta sicurezza, perché proprio nell’ultima sfida giocata in casa, al Medinah CC in Illinois, gli americani, guidati dallo stesso Love III. non riuscirono a gestire un 10-6 subendo una clamorosa sconfitta, ma i miracoli non sono particolarmente frequenti.

Per la giornata finale i due capitani hanno seguito la stessa linea: in testa alle due liste i migliori con i primi sei match che promettono spettacolo e ed emozioni forti. In particolare il primo vedrà di fronte i due giocatori più in palla del lotto, Patrick Reed contro Rory McIlroy, ma non sarà male neanche Jordan Spieth-Henrik Stenson. Gli europei dovranno fare più punti possibili in questa fase, perché poi nella seconda parte della lista ci sono quasi tutti debuttanti e coloro che hanno convinto meno degli altri e forse, soprattutto lì, gli americani confidano di raccogliere con più facilità i cinque punti necessari, o quanti ancora ne mancheranno, per  cancellare, almeno parzialmente, le tre sconfitte di fila subite nelle tre edizioni precedenti della Ryder Cup.

La prima parte della seconda giornata aveva aperto belle prospettive alla selezione continentale, poi però si sono in parte richiuse, anche perché Darren Clarke ha lasciato qualche dubbio nella composizione delle coppie, come era accaduto in avvio di torneo. Ha confermato giustamente il duo Rory McIlroy/Thomas Pieters, con il debuttante belga capace di ottime cose supportato dall’esperienza del nordirlandese, e sono stati due punti contro Rickie Fowler/Phil Mickelson (4/2 nel foursome) e contro Brooks Koepka/Dustin Johnson (3/1 nel fourball), in un match di rara intensità. Nei foursome l’altro punto pieno era arrivato da Justin Rose e dal convincente debuttante di Chris Wood (1 up su Jimmy Walker/Zach Johnson), mentre Henrik Stenson/Matthew Fitzpatrick si erano arresi a Brandt Snedeker/Brooks Koepka (3/2). Fondamentale in tale frangente il mezzo punto ottenuto dagli spagnoli Sergio Garcia/Rafael Cabrera Bello rimontando da un 4 dowm dopo 12 buche contro Jordan Spieth/Patrick Reed, ossia la miglior coppia statunitense. Un gran recupero maturato in cinque buche spettacolari e mantenuto con i denti sull’ultima.

Ebbene per i fourballs Darren Clarke ha sciolto la coppia, reduce da due successi di fila, e ha messo insieme Garcia e Martin Kaymer. Poi ha rispolverato Lee Westwood per un improbabile duo con Danny Willett. Sono state due sconfitte, perché Garcia ha praticamente giocato da solo rendendo solo onorevole il rovescio contro Mickelson/Kuchar (2/1) e Westwood, dopo aver tenuto un bel po’, ha ceduto nel finale, dove anche Willett ci ha messo del suo, e ha sbagliato un putt di un metro per pareggiare in extremis contro J.B. Holmes/Ryan Moore (1 up). Un mezzo punto perso pesantissimo, perché avrebbe permesso agli europei (se conquistato) di andare ai singoli con due sole lunghezze da recuperare. Hanno ceduto anche Rose/Stenson per 2/1 contro Spieth/Reed. Si sono incontrati per la terza volta con bilancio favorevole agli americani per due vittorie a una, nell’occasione però non c’è stato nulla da fare contro un irresistibile Reed che ha messo a segno un eagle, con un colpo da circa 100 metri, e sei birdie e che ha veramente imbucato l’impossibile.