Mercoledi 7 Dicembre

Doping nel ciclismo: “Le Iene” passano al controattacco con altre clamorose rivelazioni

“Le Iene” hanno nuovamente preso “di mira” il mondo del ciclismo e soprattutto le ombre che lo circondano, con particolare focus sull’uso del doping

Daniele Badolato

Daniele Badolato

Si sa che quando un caso giunge nelle trasmissione Le Iene, il boom mediatico è sempre accertato e il riscontro quasi sempre crea un dibattito importane. Il noto programma TV da due anni si occupa del doping nel ciclismo intervistando ex atleti di fama come Danilo Di Luca o Graziano Gasparre.
Due anni fa Danilo di Luca, durante l’intervista al programma targato Mediaset, ha lanciato una pesante accusa: “il 90% dei ciclisti che corrono il Giro d’Italia sono dopati. Arrivare tra i primi dieci senza fare uso di sostanze dopanti è impossibile. Almeno una volta chiunque ha usato il doping“. L’ex ciclista è stato pescato 3 volte positivo al doping e quindi radiato dallo sport a due ruote. Durante la sua intervista ha raccontato come nei dilettanti il doping sia di uso comune, e anche parlare di doping è una cosa “normale” anche in corsa.

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Danilo Di Luca, durante l’intervista ha raccontato come il doping (GH, EPO) sia “consigliato” dai medici di corsa e come trovare le sostanze senza problemi acquistandole di tasca propria. Vi proponiamo alcune delle frasi dette da Danilo Di Luca che fanno riflettere: “L’antidoping rincorre il doping, però il doping è sempre un passo avanti. Il doping non è una droga. Non si è dipendenti. Il doping fatto nelle maniere corrette non fa male“. Parole che a chiunque conosca o appartenga al mondo del ciclismo fanno solo rabbrividire. Il ciclismo è uno sport che porta spettacolo e le parole di Di Luca portano allo sconforto più totale. Come può un ciclista che si dopa, soddisfare le aspettative dei propri fan o degli organizzatori?

Dopo l’intervista a Danilo Di Luca, Le Iene hanno parlato con Graziano Gasparre, campione degli anni ’90 che ha raccontato di come un ciclista non può finire integro una grande corsa, come per esempio il Giro d’Italia: “la maggior parte dei ciclisti sono dopati. Finire un Giro d’Italia a pane e acqua è difficile. Mangiando bene non si finisce il Giro“. L’ex ciclista ha poi spiegato come l’uso dell’EPO venga effettuato tranquillamente, anche se è illegale, e ha illustrato come raggirare i test antidoping grazie all’aiuto di un medico.

Ieri, riprendendo il filone scatenato 2 anni fa, la federazione ciclistica italiana ha denunciato la trasmissione, ma il contrattacco è stato immediato. Infatti Le Iene hanno hanno riportato l’intervista fatta il 5 maggio a Francesco Reda ex ciclista squalificato per doping a causa di assunzione di EPO NEPS durante i campionati italiani di ciclismo su strada (vinti da Vincenzo Nibali) dicendo che le interviste di Di Luca e Gasparri non sono esagerate ma sono uno spaccato della realtà. Durante il servizio, è stato citato un articolo del La Gazzetta dello Sport dove Ettore Torri, Procuratore Capo dell’Ufficio di Procura Antidoping del CONI ha dichiarato: più lavoro in questo campo e più mi meraviglio della diffusione del doping. Non credo che il doping verrà estirpato“.

G.Demouveaux

G.Demouveaux

Durante il servizio vengono tirati in ballo Bradley Wiggins e Chris Froome. Il capitano del Team Sky è stato accusato di usare il Ventolin (un broncodilatatore dichiarato legale dalla WADA entro 1000 ng/ml. Il 25 giugno 2014 l’italiano Diego Ulissi fu sospeso dalla squadra perché trovato con una quantità eccessiva di 1900 ng/ml). Il servizio tuona contro la WADA che ha mandato atleti a competere alle Olimpiadi di Rio imbottiti di sostanze dopanti.

Alla fine del servizio, la parola è andata a Eddy Ratti, ex ciclista trovato positivo all’eritropoietina (più conosciuta come EPO) ma soprattutto a Marco Elli, ex direttore sportivo che ha dichiarato: “vuoi che non sia marcio il ciclismo? C’è un mondo sotto e il mondo di loro che ci comandano la torbidità arriva da loro. Noi siamo sulla strada e subiamo quello che ci arriva da loro. Di conseguenza succedono cose che noi non ci immaginiamo neanche”. Le parole pronunciate nel servizio sono la prova inconfutabile che qualcosa di sporco dentro questo amato sport ci sia.

A fine servizio Le Iene hanno chiesto delle contro risposte questi servizi pubblicati, e gli amanti del ciclismo in primis si auspicano che queste risposte avvengano al più presto. A giorni iniziano i mondiali di ciclismo, e dopo queste accuse certamente possiamo immaginare l’aria pesante che si respirerà in gruppo.