Lunedi 5 Dicembre

Doping: la Wada difende il sistema di autorizzazioni d’uso di farmaci scovato dagli hacker di “Fancy Bears”

La Wada difende le autorizzazioni di usi di farmaci a scopo terapeutico scovate dagli hacker russi di Fancy Bears

La Wada, l’Agenzia Mondiale Anti Doping difende il sistema di autorizzazioni d’uso di farmaci per scopi terapeutico, messo sotto attacco un mese fa dagli hacker russi di “Fancy Bears“, rivelando i nomi di moltissimi atleti di caratura mondiale che ne avevano usufruito in occasione dei Giochi Olimpici di Rio 2016. “Si tratta di un sistema rigoroso, necessario per mantenere in alto lo sport, e approvato a larga maggioranza da atleti, dai medici sportivi fisici e da chi combatte la lotta contro il doping” scrive la Wada. “L’attività criminale condotta da questo gruppo di Cyberspie, che sabota il sistema e il lavoro della WADA e dei suoi partner, è un colpo basso contro atleti innocenti i cui dati personali sono stati pubblicati“.

LaPresse/Reuters

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Agli onori della cronaca per meriti non sportivi, infatti, sono finiti i nomi di campioni del tennis del calibro di Serena Williams e Rafa Nada, o del ciclsta Chris Froome. Ma anche anche alcuni medagliati della rappresentativa azzurra “Sono stati ottenuti illegalmente i dati di account del software Adams dell’Agenzia Mondiale Anti-Doping, creati appositamente per le Olimpiadi di Rio” prosegue la WADA. “I dati sono stati rubati tra il 25 agosto ed il 12 settembre, e sono stati presentati attraverso cinque serie di rivelazioni“. Dati diffusi da Fancy Bears che non sono, tra l’altro, completi. Per evitare che vengano diffusi altri files contenenti i dati di altri atleti presenti a Rio de Janeiro, la Wada ha preso alcune precauzioni, tra cui la disattivazione di molti account a ADAMS legati ai Giochi la relativa password, attraverso il quale Fancy Bears ha avuto accesso ai dati, oltre a rafforzare la sicurezza della propria rete. (ITALPRESS).