Lunedi 5 Dicembre

Ciclismo: “Le Iene” rispondono a Nibali ecco la verità sul servizio [VIDEO]

Continuano i servizi delle Iene sul caso accaduto ai campionati italiani di ciclismo nel 2015 quando Francesco Reda fu trovato positivo all’Epo

“Le Iene”, sono tornate sulle clamorose rivelazioni fatte da Francesco Reda, ex ciclista cosentino squalificato per Epo Nesp durante i campionati Italiani di Ciclismo 2015 vinti da Vincenzo Nibali. Qualche giorno fa, lo squalo dello stretto ha querelato la trasmissione e Reda dopo che il cosentino ha tirato in ballo il messinese per essersi sottratto al test antidoping (cosa smentita dallo stesso ciclista dell’Astana, prossimo capitano della Bahrain Merida,  con un messaggio sul proprio account Twitter).

LaPresse/Reuters

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La “iena” Alessandro De Giuseppe, nel servizio  ha raccontato cosa era successo quel giorno durante i test antidoping tramite le dichiarazioni di Franchini, ex Consigliere federale, di Elli, ex direttore sportivo Team Idea, di Reda, il ciclista coinvolto nello scandalo doping. “Le Iene” avevano chiesto allo Squalo di fare un’intervista, ma il ciclista si è rifiutato. De Giuseppe, durante il servizio, ha parlato di orari sfalsati del controllo antidoping, facendo vedere tramite gli articoli scritti da La Gazzetta dello Sport l’orario del controllo: “Reda e Nibali hanno finito alle 18.45, Zilioli ci ha messo tre ore e 45′, alle 20.01, senza possibilità di scegliere le provette come previsto dal regolamento”. Il ciclista dell’Astana, tramite il suo legale, ha dichiarato di aver fatto il test “dopo il podio in piena regolarità e trasparenza. Se gli altri hanno avuto problemi, non ci riguarda” come riportato sempre da La Gazzetta dello Sport.

De Giuseppe precisa che il loro servizio non era incentrato sul ciclista messinese, ma era sulla metodologia del controllo antidoping e ha dichiarato che l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani ha minacciato la trasmissione di ulteriore querela sul servizio mandato in onda dove veniva citato il Dott. Torri. La rettifica (parziale) c’è stata e nel servizio il medico ha precisato che la causa si è conclusa con una transazione. L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani ha ritirato la causa e pagato parte delle spese legali. Ma per quanto riguarda la frase: “tutti i ciclisti che ho interrogato hanno detto che si dopano”, Torri ha dichiarato: “è rimasto tutto uguale. Io non recedo certo, forse ho sbagliato a dire un termine che non dovevo dire. Che tutti erano dopati, magari tutti no, ma il 99%…” .

Una diatriba che sicuramente non finirà qui. Il doping nel ciclismo è una piaga che rattrista tutti gli addetti ai lavori e gli appassionati. Sicuramente Vincenzo Nibali non mancherà di rispondere e soprattutto ci sarà l’attesa replica dell’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani alla trasmissione.

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