Venerdi 9 Dicembre

Ciclismo, il racconto di Valerio Capsoni: “incontrai Nibali per caso nelle strade catanesi, vi svelo come è”

Valerio Capsoni ha raccontato su Facebook il suo incontro casuale con Vincenzo Nibali durante una semplice pedalata nelle strade catanesi 

Valerio Capsoni è uno scrittore e cicloamatore molto esperto e oggi sul proprio profilo Facebook ha voluto raccontare un episodio di 5 anni fa mentre si trovava in sella alla bici. Il cicloamatore ha percorso il tragitto catanese inserito nella quarta tappa del Giro d’Italia 2017, l’anno della centesima edizione.

Valerio Capsoni“10 aprile 2011. Sveglia alle 6.00. Mi affaccio dal balcone, la giornata promette bene come ieri, con questo accenno di estate che abbiamo avuto negli ultimi giorni. Colazione, ed esco in bici da casa alle 7.00, per andare incontro ad Alberto, che oggi mi farà compagnia in parte dell’uscita. L’intenzione sarebbe di arrivare a Linguaglossa, per poi salire ad Etna Nord. Ma la temperatura che alle 7.45 è già intorno ai 20 gradi mi invoglia ad un’idea migliore. La prima S2 dell’anno, vale a dire due volte Etna Sud/Rifugio Sapienza. Alberto accetta. Starà con me per la prima salita al Sapienza, e poi dopo la discesa a Nicolosi mi saluterà, per impegni urgenti. Dopo 14 km giungiamo dunque a Zafferana, da dove parte la seconda più dura salita della Sicilia. 19 km al 7% di pendenza media che portano ai 1.921 mt del Rifugio Sapienza, Etna Sud, che di prima mattina ci invitano a salire con rapporti molto agili, per salvare le gambe il più possibile, e godersi la splendida giornata che sta venendo fuori”.

Ai piedi del cratere di Sud Est da ieri pomeriggio è ripresa l’attività eruttiva, e il fumo che scende verso la Valle del Bove indica che il fronte lavico è già sceso per più di un chilometro. Salendo circa ai 12 all’ora, quando mancano 3 km al Rifugio Sapienza vediamo un ciclista venire su dalla salita di Salto del Cane, quella che parte da Pedara, e che si congiunge a 500 mt dalla cima con quella di Zafferana. Con Alberto convengo che il ciclista in questione è un coraggioso, visto che Salto del Cane è la salita più dura della Sicilia, 17 km al 7,5 % di pendenza media, e pochi sono quelli che si cimentano nell’affrontarla. Quando stiamo per arrivare al bivio mi rendo conto che i ciclisti sono due, e che indossano la maglia della Liquigas.

nibali 01“Arriviamo assieme, e ci troviamo davanti Vincenzo Nibali che con un compagno sta ritornando verso il Rifugio Sapienza. Iniziamo a chiacchierare, scolliniamo, e scendiamo insieme verso Nicolosi. Arrivati all’altezza di Piano Vetore, i due risalgono, e io decido di restare con loro. Oggi stanno facendo scarico. Alberto ci saluta e continua a scendere. Parliamo di tante cose, e Nibali si dimostra un ragazzo veramente simpatico e in gamba. L’anno prima aveva già vinto la Vuelta, e fra un mese l’avrei rivisto all’opera su quella salita al Giro d’Italia. Ci fermiamo al Rifugio Sapienza. Loro faranno colazione, e poi si alleneranno di nuovo in tarda mattinata. Tanto per capirci ieri hanno fatto il giro di Agira e Troina, circa 180 km. Faccio una rapida sosta anche io, con cornetto alla marmellata e caffè, e chiacchierata coi gestori del bar, appassionati di ciclismo. Metto la mantellina e scendo verso Nicolosi”.

Valerio Capsoni 3Ai 1.000 mt di Piano San Leo svolto a sinistra, e mi dirigo verso l’innesto di Salto del Cane. Devo affrontare altri 14 km per tornare al Sapienza, e con un caldo già notevole e nel silenzio più assoluto, su questa salita infatti non passano praticamente nè macchine nè moto, dato che salgono tutti da Nicolosi, all’improvviso sento delle esplosioni provenire dalla cima dell’Etna. L’eruzione ha cambiato marcia, e nel giro di pochi minuti una minacciosa nube di cenere si leva sul vulcano, mentre i boati si susseguono senza sosta. Ammetto che il tutto è abbastanza impressionante. Mi metto a mulinare un rapporto che mi permette di andare su senza troppi patemi, e noto con piacere che cuore e gambe si comportano benissimo. Chilometro dopo chilometro mi avvicino allo scollinamento, mentre la nube diviene sempre più densa e nera, accompagnata da un fuoco di fila di esplosioni via via più forti”.

Valerio Capsoni 4“Arrivo di nuovo al Rifugio Sapienza, e passando davanti l’Hotel Corsaro trovo il direttore sportivo e alcuni corridori della Lampre guardare in su a bocca aperta. Mi avvicino, e loro mi manifestano il loro stupore per quanto sta accadendo. Io gli suggerisco in serata di spostarsi in zona Fornazzo, per ammirare lo spettacolo al meglio. Ieri erano saliti con i ragazzi della Liquigas in cima con la funivia e le jeep, ma l’eruzione ancora non era iniziata. Dopodiché Pietropolli monta la bici sopra un rullo con disinvoltura, e inizia ad allenarsi ammirando l’eruzione. Li saluto, rimetto la mantellina, e scendo verso casa. In totale oggi ho percorso 100 km e 2.700 mt di dislivello. Mentre scrivo la cenere sta cadendo sulla terrazza di casa mia in maniera copiosa. L’Etna si è risvegliato, e forse questo è il suo modo di dare il benvenuto al Giro d’Italia”.

“Qualche anno dopo sarei stato autore di un libro su quel ragazzo gentile incontrato quel giorno, dedicato alla sua vittoria al Tour de France nel 2014, e che avrebbe vinto anche due Giri d’Italia, nel 2013 e nel 2016, entrando nella leggenda del ciclismo. Nel 2017 il Giro d’Italia tornerà sull’Etna, proprio dal versante di Salto del Cane, dove quel giorno stavo preparando le mie imminenti scalate al Monte Bondone e al Passo Bernina, che avrei affrontato di lì a pochi giorni. Di quella giornata sull’Etna serbo un bel ricordo, che ho voluto qui condividere”.