Sabato 10 Dicembre

Calcio in TV, nuovo spezzatino all’italiana: come (e perché) la Serie A cambia orario

Simone Spada

Calcio in Tv, la Serie A potrebbe avviarsi ad una nuova rivoluzione per prestare il fianco ai nuovi mercato orientali

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

Calcio in Tv, così cambia la Serie A – Il potere del Dio denaro. Ricordate i tempi dell’ormai obsoleta radiolina in cui un radiocronista provava a farci immaginare le prodezze dei nostri campioni preferiti? Lontanissimi. L’avvento delle pay tv ha ‘acceso’ la luce sulle gare di calcio: sempre più partite trasmesse da tutto il mondo per la gioia dei tifosi e un po’ meno per quella dei botteghini allo stadio. Controindicazioni del caso: addio al fascino delle partite tutte in contemporanea, le televisioni infatti ‘pretendono’ il maggior ritorno economico possibile dopo l’investimento fatto per poter trasmettere le gare.

Studi Mediaset

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Calcio in Tv, così cambia la Serie A – Ma adesso l’asticella sembra alzarsi ancora di più. Ad inizio 2017, infatti, inizierà l’asta per i diritti televisivi della Serie A per il triennio 2018-2021 e l’orientamento generale sembrerebbe essere quello di sfruttare al meglio il mercato asiatico, ormai sempre più inserito all’interno del tessuto calcistico europeo. Cosa comporterebbe questo? Si andrebbe verso una Serie A ancora più ‘spezzatino’ rispetto a quanto accade già oggi.

LaPresse/Massimo Paolone

LaPresse/Massimo Paolone

Calcio in Tv, così cambia la Serie A – Modelli? La Premier League e la Liga sagnola, che già da anni hanno ‘acceso’ i televisori orientali. La nuova Serie A, proprio per favorire i nuovi mercati potrebbe (ipoteticamente) essere così suddivisa: posticipo serale del venerdì, quattro gare il sabato nelle fasce orarie delle 13/16.15/18.30/20.45, domenica invece prima gara alle 12.30, poi alle 15, 18.30 e 20.45, per concludere la giornata il lunedì alle 20.45. Chissà se qualcuno rimpiangerà la radiolina…