Domenica 4 Dicembre

Atletica, Schwazer svela nuove carte del complotto: “ecco chi potrebbe essere stato a farmi fuori”

LaPresse/Vincenzo Livieri

Alex Schwazer torna a sfogarsi dopo la squalifica di 8 anni: ecco chi secondo il marciatore azzurro potrebbe essere l’autore di questo complotto

Sono sempre più convinto che sia stato un complotto. La Procura di Bolzano ha sequestrato le urine. Si farà un’analisi del Dna e non solo, per vedere se ci sono i segni di una manomissione“. Alex Schwazer ancora non si dà pace. Escluso dai Giochi di Rio de Janeiro perchè di nuovo positivo, il marciatore altoatesino si racconta a “Sette”, in edicola da venerdì, e punta il dito contro russi e Iaaf.

LaPresse/Daniele Montigiani

LaPresse/Daniele Montigiani

Penso a due possibilità – continua – O la Iaaf, che anche dalle registrazioni telefoniche risulta preoccupata per quello che sta uscendo. Oppure i russi, che a parte il mio oro di Pechino vincevano sempre tutto per anni ed erano pieni di ‘roba’. Io li ho accusati dopo il 2012, loro sono stati squalificati nel 2014. Trenta dopati in dieci anni, tutti beccati. Il loro allenatore, i loro dirigenti, tutti puniti a vita“.

LaPresse/Xinhua

LaPresse/Xinhua

Schwazer denuncia su “Sette” le tante anomalie e menzogne che riguardano il suo caso, per esempio riguardo al medico della Iaaf che “in un’intercettazione dice ‘questo crucco ha da morì…’ quando io l’ho accusato, lui è stato addirittura messo a capo dei controlli sulla mia gara di rientro. Un altro dottore non è mai stato sospeso e un atleta che aveva valori ematici molto alti, e rischiava di saltare Rio, l’ha pubblicamente ringraziato… Capito come funziona? In più qui si voleva colpire il mio nuovo allenatore Sandro Donati, uno che trent’anni fa aveva già denunciato tutto. Per fermare me, bastava squalificarmi in gara ai Mondiali di Roma. Invece dovevano colpire la storia di Donati, punirlo per le sue parole contro il sistema“.

LaPresse/Claudia Fornari

LaPresse/Claudia Fornari

A due mesi dall’episodio di Rio Alex Schwazer fa un primo bilancio: “nel 2012 era più facile. Siccome un atleta è un combattente, m’ero messo a combattere: m’allenavo quando tutti dicevano no, che fai, sei pazzo, non hai certezze di andare all’Olimpiade di Rio. Stavolta so che non sarò più un atleta“. (ITALPRESS).