Lunedi 5 Dicembre

Agnelli lancia la Juventus: “orgoglio e futuro: ecco i modelli da seguire”

LaPresse/Daniele Badolato

Il Presidente della Juventus Agnelli parla all’Assemblea degli azionisti bianconeri e affronta diversi temi importanti che non riguardano solo il campo

LaPresse/Jennifer Lorenzini

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Juventus, parla Agnelli – A tutto Andrea Agnelli. Il Presidente bianconero parla all’Assemblea degli Azionisti della Juventus e affronta temi importanti che riguardano il futuro del club. Ecco alcuni dei suoi concetti principali riportati da CalcioMercato.com : “siamo estramamente orgogliosi di quanto fatto in questi cinque anni. Un pensiero va a tutti i giocatori che sono scesi in campo per tutti e cinque questi anni, in particolare agli otto giocatori che hanno vinto questi cinque Scudetti: Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Marchisio, Caceres, Lichtsteiner e Padoin”.

Foto LaPresse - Belen Sivori

Foto LaPresse – Belen Sivori

Juventus, parla Agnelli – Agnelli prosegue nel suo discorso: “la nostra crescita si basa su tre pilastri. Da un lato c’è lo sport, gestito da Beppe Marotta, ma i risultati sportivi sono figli di una programmazione progressiva. Siamo entrati in Champions in punta di piedi, la determinazione di oggi è diversa da cinque anni fa, giocare le finali sarebbe meglio vincerle ma per vincerle bisogna pur sempre giocarle. Juventus-Bayern e Bayern-Juventus, dopo la finale di Champions, sono state le partite più viste in Cina. Dal punto di vista dei ricavi, la crescita è solida e continua, affidata a Giorgio Ricci, Silvio Ligato e Federico Palomba. Da ultimo ma non per importanza c’è il settore dei servizi, coordinata da Aldo Mazzia, penso ad un progetto per tutti guardando al J-Village, ma anche al J-Museum, al J-Medical e al J-College”

LaPresse/Daniele Badolato

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Juventus, parla Agnelli – Per il futuro, modelli da seguire: “continuare a crescere, in Italia e in Europa. I termini di paragone per noi sono all’estero, i club di Premier, Liga, Bundesliga. Penso alla Premier come una lega che ha saputo sviluppare un marchio tale da coinvolgere sponsor che nemmeno operano in Europa. Penso alla Liga e vedo l’aiuto che hanno avuto il Barcellona e il Real Madrid, nel passaggio dal soggettivo al collettivo a livello di proprietà senza la perdita di nemmeno un euro. Penso alla Bundesliga, penso al Bayern Monaco e alla Bavaria, quando è importante avere una Regione alle spalle senza disoccupazione con sede di una grande multinazionale, al suo azionariato. Penso all’Italia e vedo che non ci sono nemmeno imprenditori che vogliono investire nel calcio”.