Sabato 3 Dicembre

A tutto Conte: “ecco i segreti del primo Scudetto con la Juventus. Nazionale? Vi svelo la verità”

LaPresse/Daniele Badolato

Conte torna a parlare delle sue esperienze da allenatore della Juventus e della Nazionale: il manager del Chelsea svela degli interessanti retroscena

Daniele Badolato

Daniele Badolato

Conte, verità Juventus – Intenso, profondo a tratti anche nostalgico. Quello che si racconta a ‘Mister Condò’, trasmissione di Sky Sport, è un Antonio Conte meno battagliero ma più sentimentalista del solito. L’attuale manager del Chelsea ripercorre alcuni tratti della sua carriera da allenatore, soffermandosi sulle avventure alla guida della Juventus e della Nazionale.Lo scudetto del 2012, il primo in panchina, è la più grande impresa che sia stata fatta. In partenza eravamo considerati da settimo o ottavo posto. Siamo riusciti a creare qualcosa di fantastico, un’alchimia che poteva superare ogni ostacolo. Se avessi detto ai miei calciatori: ‘Andiamo sopra a un palazzo e buttiamoci di sotto’, ci saremmo andati tutti. C’era una fede incondizionata, a ricordarlo mi viene la pelle d’oca. La dirigenza mi ha aiutato molto, così come Del Piero e Buffon. Con loro ho condiviso gioie e dolori da giocatore e ci fu grande disponibilità”, svela Conte in merito allo Scudetto conquistato con la Juventus da allenatore.

LaPresse/ Fabio Ferrari

LaPresse/ Fabio Ferrari

Conte, verità Juventus – Spazio anche alla parentesi Nazionale, con un Europeo che ha ridato orgoglio al popolo italiano. Ecco le parole di Conte riportate da CalcioMercato.com: “allenare l’Italia è qualcosa di incredibile e tutta la mia famiglia era favorevole a questa mia decisione, soprattutto dopo tre anni vissuti intensamente, con grande passione. Andare ad allenare la Nazionale è stata anche una forma di rispetto nei confronti della Juventus. Il primo anno e mezzo è stato bello, ma quello che siamo riusciti a creare in quei cinquanta giorni che siamo stati insieme all’Europeo è qualcosa di unico e straordinario. Una famiglia. Quando abbiamo perso con la Germania tutti piangevano perché sapevano che il giorno dopo non ci saremmo più visti. È stata una gioia immensa condividere certi momenti con tutti. Fossimo passati noi ai rigori avremmo avuto grandi possibilità di vincere l’Europeo. C’è stato anche un momento in cui ho rimpianto di aver già deciso di cambiare: se non avessi firmato per il Chelsea non avrei mai potuto abbandonare i ragazzi.