Sabato 3 Dicembre

Un calcio alla rabbia, extracomunitari sugli spalti del Granillo: l’ultima apparizione di un miracolo chiamato pallone

L’ultima apparizione del miracolo chiamato pallone si è avuta ieri allo stadio Granillo: extracomunitari sugli spalti per un pomeriggio ‘normale’ in una normalità che non c’è

timthumbGranillo, extracomunitari in tribuna – Ciò che il calcio unisce niente potrà mai dividere. Non sarà sempre e soltanto proprio così, però il potere di aggregazione racchiuso in quel pallone che rotola sopra un prato verde ha qualcosa di magico, speciale. E l’ultimo esempio non arriva da San Siro, dove ormai da anni i tifosi di Milan e Inter arrivano insieme allo stadio per poi prendere ‘strade’ opposte solo davanti ai cancelli d’ingresso delle curve che meglio rappresentano la loro passione, bensì da Reggio Calabria. Quel profondo Sud troppo spesso nel mirino della critica (non sempre giustificata) e della cronaca, ma dal cuore grande così. E questo mai nessuno potrà negarlo.

timthumb (3)Granillo, extracomunitari in tribuna – Al Granillo ieri si è giocato il derby tra Reggina e Cosenza, ma lo sguardo per un pomeriggio non è stato rivolto solo in campo. Porcino, Statella, la grandi rivalità tra due tifoserie che da anni si sfidano coro dopo coro e striscione su striscione per il ‘predominio’ del tifo calabrese. No, ieri tutto questo è passato in secondo piano. In un settore dello stadio reggino ieri c’era qualcosa di ‘strano’, nel senso più positivo che il termine possa racchiudere.

timthumb (2)Granillo, extracomunitari in tribuna – Un centinaio di migranti erano sugli spalti del Granillo, con la rabbia di una protesta che aveva scosso Reggio solo poche ore prima ormai chiusa in un cassetto e gli occhi sognanti e attenti tutti puntati su un pallone. Le autorità locali, ieri, hanno deciso di aprire i cancelli del Granillo ad una parte di quel gruppo di extracomunitari ospitati in quello che tutti chiamano lo ‘Scatolone’, una struttura proprio adiacente allo Stadio reggino. 90 minuti per dimenticare i problemi, per regalare un sorriso, per mettere in cassetto rabbia, frustrazione e problemi. Un pomeriggio normale all’interno di una normalità che non c’è. Miracoli che solo un pallone è capace di fare.