Domenica 4 Dicembre

Tennis – Serena Williams, uno schiaffo al razzismo: “non resterò in silenzio, devo dare l’esempio”

LaPresse/PA

Serena Williams ha scritto un duro post su Facebook nel quale si fa portavoce della lotta contro il rassismo contro gli afroamericani negli USA

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Serena Williams ha postato un messaggio su Facebook che ha colpito l’attenzione di molti fans. Non è il solito messaggio divertente, il selfie di turno, o una foto di qualche party che spesso circolano sui social degli sportivi. Serena ha voluto prendersi del tempo per raccontare un’episodio che le è accaduto recentemente e che l’ha portata a riflettere sulla questione del razzismo verso gli afroamericani negli USA. Serena ha deciso di non far finta di niente e di dare il buon esempio alle generazioni più giovani, perchè restare in silenzio a lungo andare diventa una forma di tradimento. Questo il testo del suo messaggio:

“Oggi ho chiesto a mio nipote di 18 anni (nero, per essere chiari) di darmi un passaggio con la macchina ad alcuni incontri, così da poter contemporaneamente lavorare a telefono. In lontananza ho visto la polizia sul ciglio della strada. Rapidamente ho controllato se stesse rispettando i limiti di velocità. Subito dopo il mio pensiero è andato al video di quella donna in auto dopo l’omicidio del suo ragazzo per mano di un poliziotto. Ho pensato a tutto ciò in pochi secondi. Avrei voluto essere io al volante, non avrei mai perdonato me stessa se fosse successo qualcosa a mio nipote. Lui è così innocente. Come tutti gli altri. Io sono convinta che nessuno sia cattivo, ma molti di loro sono ignoranti, hanno paura, non hanno ricevuto un’educazione e sono inconsapevoli che con le loro azioni mettono a repentaglio milioni di vite. Perché devo ancora pensare a tutto ciò nel 2016? Non ne abbiamo abbastanza, non abbiamo già sfondato abbastanza porte, influenzato milioni di persone? Ma ho capito che non dobbiamo credere sia finita qui, non importa dove siamo arrivati, la strada da fare è ancora tanta. Ho pensato a me, a cosa avrei dovuto dire a mio nipote, a cosa dovrei dire ai miei figli. Martin Luther King diceva: arriva un momento in cui il silenzio è tradimento. Io non voglio stare in silenzio”.