Giovedi 8 Dicembre

Si è fermato, ha chiesto scusa, ha pianto. Grazie Fabio, di cuore! Pisacane e quell’esempio da imitare

LaPresse/Enrico Locci

Ieri ha pianto davanti ai giornalisti, si è scusato: poi ha raccontato la sua storia. La commovente battaglia vinta da Fabio Pisacane

LaPresse/Enrico Locci

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Pisacane, esempio da imitare – Quelle lacrime le avremmo asciugate tutti quanti noi. Uno ad uno. Dopo però, magari nel chiuso di uno stanzino, avremmo pianto anche noi. Senza vergogna, ma con fierezza. Perché quella raccontata ieri da Fabio Pisacane è una di quelle storie che smuovono le coscienze e fanno scendere una lacrima anche ai cuori più burberi. Per lui, difensore classe 1986, ieri è stato un giorno speciale: l’esordio in Serie A con il Cagliari al Sant’Elia, la vittoria sull’Atalanta davanti ai suoi tifosi. Un sogno che si avvera dopo tanti sacrifici: momenti così bui che in pochi possono capire.

LaPresse/Marco Alpozzi

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Pisacane, esempio da imitare –Una mattina mi svegliai paralizzato dalla testa ai piedile rivelazioni in esclusiva di Pisacane ai microfoni di GianlucaDiMarzio.comMi fu chiara la gravità della situazione solo quando mi ritrovai in un letto di ospedale. La diagnosi fu terribile: sindrome di Guillain-Barré. Dalla speranza di realizzare il sogno che avevo fin da bambino mi trovai ad affrontare la partita più difficile. In quel momento non pensavo al fatto che forse non avrei più giocato a calcio. Tutti i miei sforzi, le mie speranze erano indirizzate a combattere per un bene più prezioso, la vita”.

LaPresse/Enrico Locci

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Pisacane, esempio da imitare – E ieri, nelle interviste post-partita, la mano a nascondere gli occhi e quelle lacrime che sgorgavano dal cuore. Ha chiesto scusa ai giornalisti, Fabio. Si è fermato qualche istante, poi ha ripreso a parlare come se niente fosse successo, solo un pizzico di emozione impressa sul viso. Grazie, invece, lo avremmo dovuto dire noi: grazie a te Fabio, che non hai mai smesso di lottare. E oggi sei l’esempio più bello da indicare a chi, come te in passato, oggi si trova disteso su un letto d’Ospedale. Tu ce l’hai fatta, ce la faranno anche loro. Anche grazie al tuo insegnamento. Grazie Fabio, di cuore.