Sarri il silenzioso

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Nonostante l’addio di Higuain, Sarri è riuscito a ricostruire il Napoli, in silenzio, com’è abituato a fare

Gli hanno venduto Higuain quest’estate. E lui non ha detto nulla. Anche se dentro, certamente, ribolliva. Il suo presidente lo ha fatto soffrire fino all’ultimo giorno di mercato, non fornendogli adeguati ragguagli sulla squadra che si andava formando o disgregando nelle sale dedicate alla compravendita dei giocatori.

LaPresse/Reuters
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E lui non ha proferito verbo. Anche se dentro era un vulcano in eruzione. Lo stadio San Paolo spesso lo abbandona al suo destino, svuotandosi di tifo e di energia propositiva, perché forse questo toscanaccio rude non lo ha mai davvero capito fino in fondo. E lui non fa una piega. Anche se dentro maledice ad uno ad uno i tifosi che non sono andati allo stadio a dare manforte alla loro e sua squadra. Sarri è così. Un uomo di poche parole. Che cammina sulle suole. E sulle suole, senza darlo a vedere, rimedia alla svendita del pupillo goleador, rimette insieme i cocci rimasti dopo l’estate, e torna a vincere, su campo, con il suo Napoli. Lasciando tutti di stucco. Lasciando tutti a bocca aperta. Lui, dal canto suo, rimane nel suo dorato esilio: il silenzio, prezioso alleato dei più forti.

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