Sabato 3 Dicembre

Roma 2024, il Comitato Promotore comunica: “ci dispiace perchè”

La lettera del Comitato Promotore Roma 2024 dopo il no del sindaco Raggi alla candidatura della capitale italiana a ospitare le Olimpiadi 2024

Virginia Raggi ha preso la sua decisione: no alla candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi 2024. Dopo le parole del Sindaco della capitale italiana, che non si è presentata all’incontro con Giovanni Malagò, e quelle del Presidente del Coni, anche il comitato Promotore ha voluto dire la sua e lo ha fatto con una nota, di dispiacere e delusione:

Prendiamo atto della decisione di chi ha vinto le elezioni a Roma. Ma siamo molto dispiaciuti:

–       ci dispiace per Roma e per i romani, soprattutto i più giovani;

–       ci dispiace per le quasi 200 mila persone che avrebbero trovato un lavorograzie alle Olimpiadi;

–       ci dispiace per quei romani che avevano sperato di migliorare la propria qualità della vita grazie a una nuova viabilità e a una città più moderna, verde e più accessibile, senza spendere un euro dal bilancio cittadino;

–       ci dispiace per quel miliardo e 700 milioni di dollari che avrebbe risollevato Roma, aiutato le periferie e recuperato campi e strutture sportive abbandonate al degrado. E ci dispiace doppiamente perché quelle risorse non arriveranno e con esse quello sviluppo che avrebbe rimesso in circolazione l’economia della città;

–       ci dispiace che una forza politica nuova non colga la sfida della modernizzazione e non accetti la responsabilità del cambiamento, della legalità e della trasparenza; e che non abbia voluto cogliere l’occasione perlanciare un grande progetto di riqualificazione urbanistica, così come avvenne con i Giochi del 1960 a Roma;

–       ci dispiace che la retorica degli sprechi abbia avuto la meglio sulle nuove regole CIO nate proprio per evitare sprechi, opere non necessarie ai cittadini eper coinvolgere altre città nell’organizzazione dei Giochi;

–       ci dispiace per Cagliari e la Sardegna, ma anche per Milano, Torino, Verona, Udine, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Palermo, città che hanno creduto tutte nel sogno con grande entusiasmo e che ora pagano per le scelte di una sola amministrazione cittadina che non tiene conto né degli interessi della città né di quelli del Paese;

–       ci dispiace che questa stessa forza politica abbia trasformato una straordinaria opportunità per i giovani e la città in una scelta politica ideologica e demagogica; e che al fare abbia preferito il non fare;

–       ci dispiace per i tanti cittadini che avevano scelto il cambiamento, e che oggigià si pentono;

–       ci dispiace per tutti i giovani del Comitato Promotore che all’interno del CONIhanno lavorato con impegno, entusiasmo e determinazione a un progetto, quello Olimpico, che oggi affonda nella palude delle paure; e per il granlavoro di immagine intessuto all’estero in questi 17 mesi, supportato da un dossier da tutti giudicato eccellente, che oggi si azzera daccapo e, anzi, dà un nuovo grave colpo alla credibilità dell’Italia;

–       ci dispiace che questo lavoro non sia stato neanche approfondito e che il pregiudizio e la superficialità abbiano vinto sul merito;

–       ci dispiace che Roma perda la straordinaria e planetaria occasione di diventare capitale dello sport nel mondo con le Olimpiadi e capitale dellaChiesa con il Giubileo del 2025;

–       e ci dispiace ancora di più per quelle opere e infrastrutture che dovranno essere fatte comunque, questa volta a carico del bilancio della città, per il Giubileo;

–       ci dispiace che una città come Roma si arrenda e che pensi di non essere in  grado di competere neanche tra otto anni, quando avrebbero dovuto aver luogo le Olimpiadi, offrendo così all’estero la brutta immagine di una città paralizzata dalla rinuncia.

Ma quello che veramente e ancora di più ci dispiace, infine, è dover raccontare ai nostri figli, con la morte nel cuore, come la nuova classe dirigente che governa Roma non abbia il coraggio di assumersi la responsabilità del loro futuro; quando invece avremmo voluto spiegarli come una classe dirigente illuminata debba saper prendere decisioni difficili e coraggiose per tracciare la rotta, senza lasciarsi imprigionare dal contingente e dai rumori assordanti del presente, ma anzi alzando lo sguardo sopra l’orizzonte, per indicare la giusta strada da prendere proprio ai giovani. E così che si feconda la forza di un sogno e di una speranza. Per chi sappia cogliere le sfide.