Domenica 4 Dicembre

Raggi di Olimpiade

LaPresse/Vincenzo Livieri

L’interesse di pochi “eletti” contro il benessere dei tanti “elettori”

Di politica e politici siamo vittime sacrificali da tempo immemore. Di politica e politici si muore, in Italia; e non è, purtroppo, una frase buttata lì per caso. Per questo, quando sentiamo parlare e straparlare di Roma, Raggi, e del “problema politico” che investe il Movimento 5 Stelle in questi giorni, ci viene un po’ da sorridere. È la solita storia dello stolido che guarda il dito quando gli viene indicata la luna. È lo stesso problema che si pone quando lo sport diventa la cortina fumogena per nascondere il passaggio silenzioso di alcune leggi pro-politici. Solo che questa volta accade il contrario. Questa volta è proprio lo sport il motivo di tanto chiasso. O meglio: questa volta è tutto il denaro che ruota e ruoterebbe intorno alle Olimpiadi a Roma (e tutti gli accordi e le spartizioni già stabilite) a far sì che “la novità politica” (qualsiasi colore abbia o vesta) venga osteggiata. Non sono i Raggi di Sole ad essere contestati a Roma: è stata la “non voglia di occuparsi di Olimpiadi” (e quindi di tutti gli annessi e connessi già promessi da tempo a chi di dovere) a far saltare il banco targato 5 stelle. Semplice come bere un bicchier d’acqua. L’Italia è questa, da migliaia di anni. L’interesse di pochi “eletti” contro il benessere dei tanti “elettori”.