Giovedi 8 Dicembre

Paralimpiadi Rio 2016, Zanardi non molla: “ho 50 anni, ma non smetto!”

Alfredo Falcone

Alex Zanardi pronto per la nuova avventura paralimpica: l’atleta di handbike non ha intenzione di smettere

Inizieranno nella notte italiana le Paralimpiadi di Rio 2016. A distanza di un mese da quella che è stata la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Rio, lo Stadio Maracanà di Rio de Janeiro regalerà nuovamente grande spettacolo ed emozioni uniche per la cerimonia inaugurale dei Giochi Paralimpici.

Gian Mattia D'Alberto - LaPresse

Gian Mattia D’Alberto – LaPresse

Tutti hanno una storia da raccontare, ma quelle degli atleti che si sfideranno a partire da domani valgono molto. Storie di coraggio, di dolore, di fatiche, di cadute e di soddisfazioni. Come quella di Alex Zanardi, ex pilota di F1, privato delle sue gambe dopo un terribile incidente nel 2001 a Lausitzring. Alex non ha mollato e ha trovato nello sport la sua salvezza e da pilota di F1 è diventato un paraciclista, che vanta ben due ori e un argento alle ultime Paralimpiadi, quelle di Londra 2012. “Solo tre anni prima dicevo che sarebbe stata una figata andare alle Paralimpiadi. Quando misi in standby la mia carriera automobilistica nel 2009 annunciando che mi sarei dato all’handbike, pure mia moglie Daniela ormai avvezza alle mie stranezze mi guardò perplessa“, ha dichiarato l’atleta italiano in un’intervista a La Repubblica.

p90192853_highresMi lusinga aver contribuito ad accendere i riflettori sul movimento. Lo sarò di più se rimarranno accesi. Ritorno a quella foto: la gente ci ha visto non un matto che esulta per un torneo di parrocchia, ma un atleta che sprigiona gioia con la sua handbike. Dev’essere una roba seria, si saranno detti, se uno come Zanardi festeggia così. In quell’immagine ci sono le Paralimpiadi che Londra ha sdoganato: sport di alto contenuto tecnico. Il motivo per cui l’ho scelto“, ha aggiunto Zanardi che nonostante l’avanzare dell’età sembra non avere intenzione di ritirarsi: “a ottobre compirò 50 anni, la logica direbbe che è tempo di smettere. Rio potrebbe essere una buona scusa per continuare. Non sono ossessionato dalle medaglie, ma dal desiderio e anche dal privilegio di poter seguire la mia passione. L’ho scelta dopo la mia prima gara in kart, il ragazzino più lento di tutti. Ma quel giorno nell’intimità del mio casco capii che era quella la mia strada. Agli altri dicevo andate pure, che vi ripiglio“.