Venerdi 9 Dicembre

Paralimpiadi Rio 2016, Pancalli entusiasta: “qualcosa di fenomenale ma c’è ancora tantissimo da fare”

LaPresse / Roberto Monaldo

Luca Pancalli e il resoconto delle Paralimpiadi di Rio 2016: quanto entusiasmo per il presidente del comitato paralimpico

La mission è riuscire a cambiare la percezione della disabilità nel mondo attraverso le gesta sportive e il contagio credo ormai sia inevitabile. Quanto accaduto è veramente qualcosa di fenomenale, ma il percorso non è concluso, c’è tantissimo da fare. Con grande umiltà e sacrifici abbiamo dimostrato che il nostro Paese rispetto ad altri con maggiori risorse è riuscito ad arrivare nono e a dare un messaggio straordinario anche grazie ai media. Le medaglie sono importanti, ma voglio pensare a tutti quei ragazzi disabili a cui manca la possibilità di fare sport e manca l’offerta sportiva. Bisogna partire dalle strutture, dalla formazione, dalla consapevolezza che investire sullo sport è investire sul capitale umano del Paese. Il Paese non cresce solo con il Pil ma con la cultura di uomini e donne“.

LaPresse / Roberto Monaldo

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Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico, fa un bilancio della spedizione azzurra a Rio de Janeiro ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su Radiouno. “Tutta la nostra famiglia paralimpica è legata insieme da un fil rouge, perchè – sottolinea – tutti noi siamo legati da momenti drammatici, come un incidente o un trauma sportivo o una patologia, e questo fa capire che quando si scende in vasca o si va in pedana si sta vincendo per se stessi ma si capisce anche che quella vittoria serve anche a qualcun altro“.

caironi contrafattoPancalli elegge a simbolo dei Giochi paralimpici, conclusi ieri con l’Italia nona con 39 medaglie complessive, “l’immagine dell’abbraccio CaironiContraffatto nella finale dei 100 metri piani amputati. Da un letto d’ospedale la Contraffatto guardava la Caironi a Londra e disse ‘io voglio diventare come lei’. A Rio è arrivata terza. Il messaggio di Londra e’ arrivato in un letto d’ospedale. Per me e’ stata questa l’emozione più grande“.

LaPresse / Roberto Monaldo

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E ancora: “forse sto invecchiando pure io, ma mai avrei pensato di potermi commuovere tante volte – dice il numero 1 del Cip -. Ho cercato di essere presente ovunque perchè sappiamo perfettamente i sacrifici che ci sono dietro questi risultati. Se uno ha tante idee, anche se con meno risorse, si possono fare dei capolavori“. A Pancalli è stato chiesto di candidarsi per il movimento internazionale paralimpico: “mi onora come italiano, ma non e’ merito mio, e’ merito di tutta la squadra che ha lavorato“, precisa, definendo dunque “immaginabile” il contemporaneo svolgimento di Giochi olimpici e paralimpici. “Si può sognare ma non è realizzabile adesso – spiega -. Il movimento paralimpico trasmette valori che, confusi nel grande palcoscenico olimpico, passerebbero in secondo piano. Abbiamo bisogno invece che la gente li percepisca. Non e’ impossibile, e’ un sogno, ma bisogna arrivarci culturalmente. Se vince l’oro un grande atleta olimpico chi parlerebbe dei nostri? E’ bene che l’attenzione si concentri sugli atleti, straordinari ragazzi che comunicano speranza a chi sta in letto d’ospedale. Dobbiamo lavorare, ci sara’ un momento in cui cultura crescera’ cosi” tanto da consentire questo sogno“.