Martedi 6 Dicembre

Paralimpiadi Rio 2016, nonna Clara a caccia di una medaglia: “che vinca il migliore”

La bellissima storia di Clara Podda, alle Paralimpiadi di Rio 2016 a 65 anni a caccia di una medaglia

Inizieranno nella notte italiana di domani le Paralimpiadi di Rio 2016. A distanza di un mese da quella che è stata la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Rio, lo Stadio Maracanà di Rio de Janeiro regalerà nuovamente grande spettacolo ed emozioni uniche per la cerimonia inaugurale dei Giochi Paralimpici.

clara podda1Tutti hanno una storia da raccontare, ma quelle degli atleti che si sfideranno a partire da domani valgono molto. Storie di coraggio, di dolore, di fatiche, di cadute e di soddisfazioni.

Tra queste storie c’è anche quella di Clara Podda, atleta italiana paralimpica, qualificata per Rio 2016 a 65 anni. L’azzurra è una atleta di tennis tavolo e ce la metterà tutta per cercare di conquistare una preziosa medaglia. “La racchetta al chiodo non la appendo, voglio ridare al mondo paralimpico tutto quello che mi ha regalato in questi anni”, ha dichiarato nonna Clara come riportato su La Gazzetta dello Sport.

clara podda2Clara è stata investita nel 1987 e da lì è iniziato per lei un periodo veramente difficile: “nel 1991 non alzavo neanche le braccia: sono andata alla ricerca di un luminare a Lione, in Francia, che mi potesse operare. Intervento che poi, invece, ho trovato a Roma: ricordo che dovetti firmare perché si trattava di un’operazione alla cervicale molto delicata durante la quale rischiavo tanto. Ma il professionista al quale mi ero affidata, il dottor Maira, mi disse che chi si era sottoposto prima di me a questo intervento era ancora vivo“, ha spiegato.

clara poddaAdesso però Clara è forte, è “ora vediamo di raccogliere i frutti del lavoro che ho fatto in questi anni ma già essermi qualificata per Rio è una bellissima soddisfazione. E speriamo di fare il meglio possibile, ovviamente. Non posso pensare che sarà facile prendere una medaglia, perché ho troppo rispetto per l’avversario per pensare al podio prima di gareggiare e poi perché so benissimo che la pallina del tennis tavolo è veramente rotonda. Quindi vediamo: e che vinca il migliore!”, ha aggiunto la Podda, che non ha intenzione di smettere di giocare: “finché potrò, voglio restituire quel che il mondo paralimpico mi ha dato in tutti questi anni. E poi, il tennis tavolo, e in generale lo sport, serve anche a me. L’ozio non è mai buono, per nessuno”, ha concluso.