Mercoledi 7 Dicembre

Paralimpiadi Rio 2016, Marieke Vervoort rinvia l’eutanasia: “vi svelo quando deciderò di morire”

LaPresse/EFE

Dopo aver firmato nel 2008 i documenti per sottoporsi all’eutanasia, Marieke Vervoort non ha ancora intenzione di farli valere

Marieke Vervoort sta ancora considerando l’ipotesi dell’eutanasia ma non ha intenzione di procedere subito dopo le Paralimpiadi di Rio de Janeiro.

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A chiarirlo è la stessa 37enne belga, argento in Brasile nei 400 metri T52 e che nei giorni scorsi ha fatto parlare di sé per la scelta fatta nel 2008, quando ha firmato tutti i documenti necessari per procedere alla ‘morte dolce’, legale nel suo Paese. Stando alla stampa belga, la Vervoort avrebbe deciso di mettere fine alla sua vita, a causa delle sofferenze legate alla sua grave malattia neurodegenerativa, subito dopo Rio ma la diretta interessata prova a spiegare che le cose non stanno così. “Quei documenti sono sempre nelle mie mani ma mi sto godendo ogni piccolo momento della mia vita – ha spiegato nella notte italiana – quando arriverà il momento, quando i giorni brutti saranno più dei giorni belli, allora riprenderò in mano quei fogli ma quel momento non è ancora giunto“. Avere però la scelta di poter mettere fine alla sua vita è un sollievo per lei e spera che in altri Paesi l’eutanasia diventi legale. “Senza quei documenti, mi sarei già suicidata e invece sono ancora viva – confessa – Pratiche come l’eutanasia fanno sì che la gente viva più a lungo. Non è che se firmi, allora devi morire due settimane dopo. Quei fogli li ho firmati nel 2008, siamo nel 2016 e ho appena vinto un argento. Adesso non ho più paura di morire, l’eutanasia è qualcosa che ti permette di andare a dormire e non svegliarti più, ti dà l’idea che la morte sarà serena e io non voglio soffrire quando morirò. Se ho firmato quei fogli è perchè era dura gestire la malattia ma il sapere di avere questa possibilità mi ha dato sollievo“. (ITALPRESS).