Sabato 3 Dicembre

Paralimpiadi Rio 2016 – Cinquant’anni e non sentirli, Alex Zanardi è pronto a sorprendere ancora!

Alfredo Falcone

Giovedì Alex Zanardi fa il suo ingresso in gara alle Paralimpiadi di Rio 2016, ecco le sue sensazioni in vista del debutto

Cinquant’anni e non sentirli, anzi! Forza e vigore non mancano, la determinazione? Beh, nemmeno quella a quanto pare. Alex Zanardi è pronto ad iniziare la sua Paralimpiade, tra due giorni sarà tempo di salire in sella alla sua handbike per andare a caccia di medaglie, puntando al colpo grosso in questa sua seconda edizione dopo i due ori e l’argento di Londra 2012.

alex zanardiMercoledì è in programma la gara in linea alle 14.30, mentre il giorno dopo ecco quella a squadre, in programma alle ore 20.30. Dopo l’incidente che gli ha cambiato la vita, Alex non si è arreso e ha rivoluzionato il mondo dello sport italiano per disabili, facendolo crescere in maniera esponenziale grazie alla sua passione. “Se mentre stai facendo fatica non provi anche gioia – commenta Zanardi ai microfoni della Gazzetta dello Sportsignifica che stai seguendo più la tua ambizione che la tua passioneLa passione è troppo soggettiva per essere raccontata facilmente. Importante, secondo me, è il modo in cui si riconosce una passione, invece. Se un ragazzino guarda un calciatore per quel che guadagna e per quel che ha, segue un’ambizione. Se realmente vuole arrivare a quel punto perché ama dare calci ad un pallone, allora, sì, quella è passione. Nel mio caso, la salita è già lì.

alex zanardiNon devo aspettarmi di vedere un panorama meraviglioso una volta arrivato in cima. Può essere un ottimo pretesto per cercare un’altra salita da affrontare ma non serve. Capirla a vent’anni, questa cosa, non sarebbe male”. A 50 anni molti avversari potranno essere i suoi figli, ma Zanardi non si scompone: “prima di tutto ci si prova. Non è facile. Però si chiamano Giochi paralimpici e quando uno gioca deve anche saper mettere in conto che può perdere. Io mi sento di aver fatto una grande preparazione, grazie al mio allenatore Francesco Chiappero che ha dribblato le tentazioni di caricare troppo, che a 50 anni può portare più problemi che altro. Abbiamo migliorato il mezzo. Insomma, io i compiti a casa li ho fatti. Poi, il nome del peccatore lo faccio io, se Jetze Plat andrà più forte, gli faremo i complimenti.

alex zanardiI problemi organizzativi in Brasile? Se devo essere sincero, aver esordito alle Paralimpiadi di Londra 2012 è un po’ come aver conosciuto la donna in età giovanile e poi, insomma, tante altre cose non ti sembreranno più belle alla stessa maniera. A Londra, c’è stata un’organizzazione meravigliosa, avevo capito immediatamente di essere dentro qualcosa di grande. Ma semplicemente qui a Rio l’ambiente è diverso. Siamo tutti bravi ad usare i luoghi comuni: Brasile luogo pericoloso e cose così. In verità, il Brasile è un Paese come tutti gli altri. Anche in Italia, siamo così, ci diciamo dietro di tutto. Anche il nostro Paese è pieno di brava gente, onesta e non siamo tutti uguali, spesso generalizziamo. Dobbiamo farci carico di raccontare questi aspetti perché le cose belle sono contagiose. Qui ho visto negli occhi dei volontari l’espressione tipica di chi sta vivendo un momento meraviglioso. Mi stanno facendo capire che se non hai desideri impossibili nella vita, certe cose non si realizzeranno mai. E intanto mi porto a casa questo da Rio. Speriamo anche altro, ovviamente…”