Sabato 10 Dicembre

NBA, Durant sbotta: “firma con i Warriors? Va bene tutto, ma non chiamatemi debole!”

LaPresse/Reuters

Kevin Durant ha commentato le critiche rivolte nei suoi confronti dopo la firma con i Warriors: a KD non va giù di essere chiamato debole

LaPresse / ZumaPress

LaPresse / ZumaPress

Kevin Durant lo sapeva. KD sapeva di andare in contro a molte critiche per la decisione di abbandonare gli Oklahoma City Thunder per approdare da free agent ai Golden State Warriors. Kevin ha le spalle larghe, alle critiche ci è abituato: “una volta presa la mia decisione sapevo che avrei deluso tante persone ha dichiarato Durant a Bill Simmons durante un’intervista – Ho dovuto sopportare molte critiche. Mi è dispiaciuto che siano provenute anche da persone con cui ho passato tanto tempo“.

LaPresse/Reuters

LaPresse/Reuters

Ciò che proprio non è andato giù a Durant è stato l’essere apostrofato come ‘debole’ per aver scelto quella secondo molti è la via più facile per vincere il titolo, approdare ai Warriors. “Mi chiamano debole, ma io non lo sono, anzi – ha spiegato Durant – Ci sono state un sacco di volte in cui avrei potuto mollare tutto. In cui ho perso e avrei potuto lasciarmi andare. Tante volte in cui il quartiere in cui sono cresciuto mi avrebbe potuto buttare giù. Ma io ho continuato e continuo a crederci. Come posso essere considerato debole se sono uno dei giocatori migliori della lega che ha semplicemente scelto di cambiare squadra? Un sacco di persone cercano di distruggerti quando li fai sentire a disagio o quando prendi una decisione che li fa sentire a disagio. O che li fa arrabbiare“.

LaPresse/Reuters

LaPresse/Reuters

Durant comunque prende la vicenda con filosofia: “a nessuno interessa cosa voglio io come individuo. Pensano solo a quello che faccio sul parquet. A nessuno frega qualcosa se mi piace pescare il martedì o fare qualche foto. A nessuno interessa finché riuscirò a buttare la palla dentro il canestro. Quindi perché dovrebbe interessarmi cosa pensano di me se non gli interesso io come persona?“.