Venerdi 9 Dicembre

Michael Schumacher: lasciatelo andare

LAPRESSE/GERO BRELOER

Basta parlare di Michael Schumacher, cammina, non cammina: lasciamolo andare

Lasciatelo andare. Insistere così è accanimento. Non siamo familiari, d’accordo. Non possiamo permetterci di giudicare, ancora più d’accordo. Non sappiamo come stiano le cose veramente, e siamo d’accordissimo. Però, se ci è permessa una parola, anzi due, son proprio queste: lasciatelo andare.

Foto Lapresse

Foto Lapresse

Il povero Michael non si merita tutto questo. Chiamatelo pure affetto: ma anche all’egoismo dell’affetto esiste un limite. E visto che sono passati ormai anni da quel dicembre 2013, forse l’affetto, in questo caso, ha preso la piega di un qualcosa di morboso, ragion per cui, almeno così la pensiamo noi, sarebbe meglio fare un passo indietro. Lasciare da parte la voglia di rivedere Michael come una volta, e lasciarlo libero di andare. Libero di decidere da solo cosa fare: restare o partire. Partire per un luogo in cui tornare a correre, ad alta velocità. Abbandonando un posto e un corpo che lo tengono legato obbligatoriamente al colpo improvviso e bastardo di una roccia che, strana la vita a volte, quel giorno spuntava, assassina, dalla morbida e soffice neve. Lasciatelo andare.