Giovedi 8 Dicembre

L’indifferenza verso il tennis e il posto ‘privilegiato’ agli US Open: la storia di Mark Sharamitaro

LaPresse/Reuters

Si può non essere appassionati di tennis ed avere un posto privilegiato agli US Open? La risposta è si: ecco la storia di Mark Sharamitaro

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Pensate a quanto sarebbe bello avere il posto migliore in uno stadio, magari nelle tribune dell’Arthur Ashe Stadium durante la finale degli US Open. Pensate alla splendida vista, al poter godere di ogni movimento, ogni espressione, ogni giocata di talento. Pensate adesso ad un uomo, al quale nemmeno il tennis piace più di tanto, ma che può godere di tutti questi privilegi: Mark Sharamitaro. La persona in questione è un ingegnere americano che ha contribuito alla costruzione del famoso tetto retrattile degli US Open e che gode di una vista magnifica dalla finestra del suo studio che si affaccia proprio sul campo.

Mark Sharamitaro, vice presidente della Morgan Kinetic Structures in Alliance, ha spiegato come il suo sia un lavoro complicato e che non abbia tempo per il tennis: “il mio è un compito molto stressante. Ogni qual volta ci sono allarmi meteo siamo sulle spine“. L’ingegnere non ha però nascosto il suo stupore per la bella vista di cui gode l’ufficio: “la prima volta che mi hanno accompagnato a vedere la mia posizione nello stadio non potevo crederci. Ho chiesto: ‘state scherzando, tutto questo è per me?’”.

Sharamitaro ha anche raccontato di essere stato tifoso di Chris Evert e John McEnroe da piccolo, ma di essersi poi appassionato al bricolage facendo passare il tennis in secondo piano. In queste due settimane, con gli US Open in corso, la passione per il tennis sembra essergli tornata, con tutto quello spettacolo sotto gli occhi, è semplice capire il perchè!