Sabato 3 Dicembre

L’incidente, la rinascita e il sogno paralimpico, Giusy Versace debutta a Rio: storia di un’atleta che non smette di stupire

Il 22 agosto 2005 il terribile incidente sulla Sa-Rc, oggi il debutto alle Paralimpiadi: Giusy Versace ce l’ha fatta… Finalmente!

Undici anni di sacrifici, dolore e paura. Un tempo lunghissimo, una parentesi che finalmente si chiude dopo essersi aperta in quel terribile 22 agosto 2005, quando quel maledetto incidente cambiò definitivamente la sua vita.

giusy versace1 Giuseppina Versace, per tutti Giusy, finalmente ce l’ha fatta, a trentanove anni l’atleta nata a Reggio Calabria parteciperà alla sua prima edizione dei Giochi Paralimpici proprio a Rio 2016, dopo essersi distinta sulle piste di atletica ed essere diventata nota al grande pubblico anche grazie alla sua partecipazione a diverse trasmissioni televisive. Domani, Giusy Versace annuserà il profumo della pista paralimpica, quella tanto sognata e tanto desiderata da 4 anni a questa parte, quando il sogno di partecipare a Londra 2012 sfumò per una incredibile esclusione. La finale 400 metri della classe T44 è un appuntamento da non fallire, un giusto premio per un’atleta che ha fatto del sacrificio e della determinazione le sue fidate compagne di viaggio. Quanta sofferenza da quel 22 agosto 2005, prima l’amputazione di entrambi gli arti inferiori per un terribile incidente, poi la lenta riabilitazione ed il ritorno ai ritmi normali della vita.

LaPresse/Davide Spada

LaPresse/Davide Spada

Lo sport arriva come un’ancora a cui aggrapparsi per tornare a sorridere alla vita. Il 2010 è l’anno della rinascita, Giusy Versace inizia a correre con due protesi in fibra di carbonio, diventando la prima donna italiana in assoluto a correre con la doppia amputazione. “Mi può far piacere sapere che sia la prima donna in Italia che corre senza due gambe, ma d’altro canto mi dispiace, perché sono sicura di non essere l’unica amputata bilaterale“, dichiarò l’atleta in un’intervista rilascia a quel tempo a Famiglia Cristiana. “Magari si vergognano, o non hanno la forza di uscirne. Invece ci dobbiamo mettere in mostra, ci dobbiamo far vedere. La disabilità è intesa come diversità perché nel quotidiano non la vedi. Quando io vado al mare, non mi offendo del fatto che la gente mi guardi: lo comprendo, perché non si è abituati. E quindi voglio proprio invogliare la gente a farsi vedere.

Fabiano Venturelli

Fabiano Venturelli

Non bisogna vergognarsi. Sono i ladri e gli assassini che si devono vergognare. Noi, ai quali capita un incidente o che a causa di un tumore abbiamo un arto amputato, perché dovremmo vergognarci? Perché non dobbiamo farci vedere?“. Solo un anno e Giusy già comincia a stupire, vince il titolo italiano sui 100 ma non viene convocata per le Paralimpiadi di Londra 2012. Mollare tutto? Nemmeno per sogno. L’azzurra migliora i suoi tempi fino ad un 14″44 ottenuto a Grosseto nel 2014, ed allunga le sue distanze di predilezione, gareggiando anche nei 200 metri e nei 400 metri. I titoli arrivano a grappoli, raggiungendo quota 11 su tutte le distanze. La popolarità chiama e Giusy risponde presente, apparendo anche sugli schermi televisivi grazie alla partecipazione a Ballando con le Stelle, conclusa con una strabiliante vittoria in coppia con Raimondo Todaro. L’ottavo posto ai Mondiali di Doha è il trampolino verso un 2016 da urlo, coronato dall’argento e dal bronzo dei Campionati Europei Paralimpici di Grosseto, conquistati rispettivamente sui 200 metri (28″07) e sui 400 (1’05″31). La convocazione per le Paralimpiadi di Rio 2016 questa volta è un atto dovuto e Giusy coglie al volo l’opportunità, provando a rimettersi in gioco e a stupire. Da quell’incidente sono passato undici anni, Giusy Versace adesso è un’altra donna, un’atleta piena di risorse e di vitalità: forza campionessa, regalati e regalaci un sogno da vivere e raccontare!