Lunedi 5 Dicembre

F1, Philippe Bianchi vuole la verità: “la ferita è grande. C’è qualcosa che non quadra!”

LaPresse

Philippe Bianchi, padre di Jules, morto lo scorso anno dopo 9 mesi di coma a causa di un incidente durante il Gp di Suzuka, non si dà pace

E’ passato più di un anno ormai dalla morte del giovane pilota di F1 Jules Bianchi. Il francese è stato protagonista di un terribile incidente al Gran Premio di Suzuka, dove ha colpito una gru che stava spostando una monoposto, e dopo 9 mesi di coma è deceduto il 17 luglio 2015.

Zuma press/LaPresse

Zuma press/LaPresse

Non terminerà mai il dolore per la famiglia di Jules: “non è facile, mi manca. Il tempo passa, ma la ferita è sempre grande. Noi in realtà non facciamo come vogliamo, ma come possiamo. Ci sono momenti in cui ci troviamo travolti dalla tristezza, che si mangia tutta la nostra energia”, ha spiegato a Minuteauto.fr papà Bianchi che continua ancora la sua lotta, alla ricerca della verità. “Dopo l’incidente, ho condotto alcune azioni perché volevo sapere la verità. Credo che sia successo qualcosa prima dell’incidente. Per tutti gli incidenti visti in F1, anche i più terribili, ci sono riproduzioni video, ma questa volta non c’è nessuna immagine della FOM per mostrare ciò che è accaduto. Per me, c’è qualcosa che non quadra… ci sono stati molti errori. Ci sono troppi elementi che fanno pensare che questa gara dovesse essere fermata, che la gru non sarebbe dovuta essere lì, non dovrebbe esserci una bandiera verde… è stato un disastro totale! Non mi interessa delle persone che si mi attaccano perché hanno interessi in Formula 1 e vogliono mantenere i loro privilegi. Ma se dicessero ‘Sì, ci sono stati errori, ma in ogni caso non si può tornare indietro’, sarebbe un passo avanti per me”, ha continuato Philippe Bianchi.

PA/LaPresse

PA/LaPresse

Nel caso del giovane Henry Surtees, quando una macchina davanti perde una ruota e colpisce il casco… questi sono i rischi del mestiere. Quando Felipe Massa è stato colpito da una molla nella testa, non è probabile, ma è il rischio professionale. Se Jules avesse avuto un incidente come questo non avrei detto nulla, sapeva i rischi che correva. Jules stava ancora discutendo con la sorella il giorno prima della gara. L’aveva rassicurata e ha detto che si fidava della direzione gara, era possibile che il Gran Premio venisse cancellato a causa del tifone che si avvicinava. Ma questo non è in realtà quello che è successo”, ha continuato il papà di Jules.