Venerdi 9 Dicembre

F1, a tutto Alex Zanardi: “sarebbe bello tornare al volante, mi manca il sound dei V10 e V12”

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Intervenuto al Next 100 Festival, evento organizzato a Monza dalla Bmw per festeggiare i propri 100 anni, Zanardi ha svelato un pizzico di nostalgia per le quattro ruote

Dopo una Paralimpiade vissuta da protagonista, coronata da due ori e un argento nella handbike, Alex Zanardi guarda già al futuro, svelando alcuni sogni riposti con cura nel cassetto.

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Intervenuto al Next 100 Festival, evento organizzato a Monza dalla Bmw per festeggiare i propri 100 anni, il campione paralimpico azzurro ha svelato un pizzico di nostalgia per le quattro ruote: “sarebbe bello tornare al volante! Mi manca molto il sound dei V10 e V12 – sottolinea Zanardi riguardo l’attuale Formula 1 ma credo che intervenendo su alcuni aspetti del regolamento tecnico si potrebbe migliorare parecchio lo spettacolo. La Formula 1 ha sempre una sua natura sportiva, ma bisognerebbe trovare il modo di farla emergere maggiormente, magari attraverso un gruppo di ingegneri che studino delle regole nuove senza interessi personali. Oggi c’è tanta tecnologia, ma il pubblico non la vede perché resta troppo nascosta.

LaPresse/Photo4

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Verstappen? E’ la vera novità della stagione” le parole di Zanardi riportate da Motorsport. “Ho sentito delle critiche sulla sua condotta di gara, ma quando un pilota arriva in Red Bull e alla prima gara vince, c’è poco da criticare. Non si vince al primo Gran Premio in un team nuovo per caso. È bravo nella guida, ha una maturità notevole per la sua età ed anche un gran compagno di squadra come Daniel Ricciardo che ritengo sia molto prezioso come riferimento. Oggi si dice che le monoposto siano relativamente facili da portare al 95% del limite, ma le difficoltà iniziano lì”. Sul proprio futuro, poi, Zanardi svela: “io corro per soddisfare me stesso, mi sono allenato e proseguirò a farlo perché mi piace.

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Quando al mattino ti prepari a scalare una montagna in bici col sorriso, non puoi che continuare a farlo. Mio padre mi diceva spesso che ogni giorno bisogna raggiungere nuovi obiettivi, quindi vorrei andare avanti con questa attività. E, dico con umiltà, bisogna anche gratificarsi, non fare quello che si fa pensando agli altri. Se ho vinto delle medaglie non è perché mi chiamo Alex Zanardi, ma perché mi sono allenato. Andare in bici continua a piacermi, il fisico per ora regge e posso ancora andare avanti. Per quanto? Non lo so, ma andrò avanti. Proviamo, quindi, a guardare verso Tokyo 2020, con rammarico penso di non poter contare su Roma 2024”.