Sabato 3 Dicembre

Doping, attacco hacker al sito della Wada: scoperte clamorose positività nel Team Usa

LaPresse/Reuters

In seguito ad un attacco hacker, si è scoperto che molti importanti atleti Usa assumevano sostante vietate durante le Olimpiadi, coprendo la positività con un certificato medico

Uno scandalo in piena regola, uno tsunami mediatico clamoroso che, se confermato, cancellerebbe le ultime tracce di credibilità della WADA.

LaPresse/EFE

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In seguito ad un attacco di un gruppo di hacker, probabilmente russi, messo in atto sul sito della World Anti-Doping Agency, si è scoperto che alcuni atleti di punta del Team Usa hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro sotto l’effetto di sostanze dopanti. I nomi finiti nel frullatore mediatico sono di quelli pesanti, si va dalle sorelle Williams, fino alla ginnasta Simon Biles capace di vincere ben 4 medaglie d’oro. Gli hacker avrebbero violato i server del sito WADA rendendo noti documenti confidenziali in cui si parla di assunzioni di sostanze proibite “spiegate” dagli atleti stessi con certificati medici. In particolare, Simone Biles non avrebbe mai smesso di assumere il metilfenidato, uno psicostimolante, spiegando l’assunzione con una ricetta medica.

Simone Biles (18) I controlli anti-doping hanno sempre rivelato tracce di questa sostanza, ma la positività non è mai stata resa nota perchè l’atleta aveva un apposito Tue (therapy use exemption) autorizzato dalla federazione internazionale. Un caos clamoroso che rischia di minare dalle fondamenta il sistema anti-doping che, dopo lo scandalo russo, di tutto aveva bisogno meno che di un altro ciclone da gestire. Sono arrivate le prime conferme, e il cuore dello scandalo sembra essere la federazione internazionale di ginnastica e in particolare il settore delle esenzioni terapeutiche. I prossimi giorni saranno fondamentali per scoprire la verità, la WADA questa volta rischia davvero grosso.