Domenica 4 Dicembre

Dalla meningite al fioretto, Bebe Vio è leggenda: storia di una ragazzina diventata predatrice delle pedane

Titolo europeo, mondiale e paralimpico di fioretto già in tasca, Bebe Vio è davvero l’emblema dello sport italiano

Campionessa di tutto. Europei, Mondiali e Paralimpiadi: what else! Beatrice Vio è la nuova stella dello sport paralimpico, solo 19 anni e già una carriera che lascia senza fiato piena di successi e trionfi che farebbero rabbrividire chiunque.

bebe vioMondiali 2015, Europei e Paralimpiadi 2016, con la medaglia d’oro al collo c’è sempre la piccola-grande Bebe, capace di distruggere qualsiasi avversaria con quegli occhi della tigre che la contraddistinguono in ogni assalto. La scherma paralimpica italiana incarna il suo viso, specchio di un’esistenza resa tremendamente complicata da una meningite fulminante arrivata nel 2008. La necrosi agli arti e l’amputazione sono le immediate conseguenze di un gancio fortissimo che Bebe riesce ad incassare in maniera fantastica. Lo sport è l’ancora a cui aggrapparsi per uscire da questo incubo, così Bebe inizia la sua lotta con la vita avvicinandosi all’arte del fioretto.

bebe vio3Grazie ad una protesi particolare per sostenere l’arma, la Vio si trasforma da sfortunata ragazzina afflitta da un male imprevisto in una predatrice delle pedane. Nel 2014 la prima grande vittoria, agli Europei di Strasburgo vince l’oro sia nel fioretto individuale che in quello a squadre, replicando l’anno successivo ai Mondiali di Eger. Tutto qui? Nemmeno per sogno. Il 2016 inizia trionfalmente con la vittoria agli Europei di Casale Monferrato per continuare proprio a Rio, dove la fiorettista azzurra azzanna famelicamente l’oro, lasciando solo le briciole in finale alla cinese Zhou Jingjing (15-7). Le lacrime, la gioia, la felicità e la famiglia pronta ad abbracciarla, Bebe Vio è l’icona dello sport italiano, è l’esempio di chi con la forza e la determinazione ha sconfitto la malattia e si è rimessa in gioco. Bebe Vio è lo sport, e noi non possiamo far altro che inchinarci a lei. Chapeau!