Domenica 4 Dicembre

Alex Schwazer torna a parlare: “io so bene cosa ha provato Pantani, ma non mi succederà quello che è successo a lui”

Intervistato in esclusiva dal Corriere dello Sport, Alex Schwazer svela di esser caduto in depressione, sottolineando però di esserne uscito immediatamente

Una squalifica di 8 anni durissima da digerire, un atleta distrutto e una carriera spezzata che, molto probabilmente non ripartirà più. E’ questa la situazione con cui deve convivere adesso Alex Schwazer, la sentenza del Tas ha tolto qualsiasi tipo di speranza al marciatore alto-atesino che non riesce a darsi pace per aver subito una sanzione davvero ingiusta e vergognosa.

LaPresse/Daniele Montigiani

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Intervistato dal Corriere dello Sport-Stadio, l’atleta italiano è tornato a parlare di questa clamorosa vicenda che, nonostante tutto, non gli ha tolto il sorriso, grazie anche alla sua famiglia: “la mia vita privata è bella e felice come non lo è mai stata. Non sono solo. Ho una ragazza che mi ama e che a febbraio mi renderà padre, ho la mia famiglia, i miei amici. È per loro che non devo e non posso cedere. In fondo a tutta questa storia ho imparato che bisogna essere umili e bisogna rimanere umili anche quando si vince un’Olimpiade. In questi quattro anni ho riscoperto il piacere di allenarmi, e il merito è di Donati. Prima, allenarsi era diventato un incubo“.

LaPresse/Vincenzo Livieri

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Un incubo che avrebbe potuto condurlo alla depressione come accaduto a Pantani, ma Schwazer è riuscito a resistere: “so bene che cosa sia la depressione. Ci sono passato anche io e posso solo immaginare che cosa abbia provato Pantani. A me non succederà quello che è successo a lui. Quando ero depresso, ero pieno di dubbi: su di me, sulla mia vita, ma ora non ho più tanta paura. Ripongo grandi speranze nell’inchiesta di Bolzano. I giudici vogliono andare fino in fondo“. Infine, Schwazer svela: “perché a un certo punto sono andato fuori di testa e mi sono dopato? Perché tutti sapevano che i russi erano fatti, ma nessuno diceva nulla. I russi vincevano tutto, e allora mi son detto: a Londra meglio arrivare secondo dopato che primo da pulito. Perché primo da pulito non ci arriverai mai. Io sono un ex-dopato che ha denunciato il doping, e il sistema che fa? Punisce chi denuncia le sue storture. Preferisce il silenzio, l’omertà“.