Venerdi 2 Dicembre

Ventura, idee chiare e due clamorose bocciature: nasce la nuova Italia

LaPresse/Jennifer Lorenzini

Giampiero Ventura disegna la sua Italia: Nazionale in cui non c’è posto per Berardi ed El Shaarawy

LaPresse/Jennifer Lorenzini

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L’Italia di Ventura –Vorrei che la mia Nazionale si divertisse. Se si diverte la squadra, si divertono anche i tifosi e mediamente in quei casi, se si divertono squadra e tifosi, si ottengono i risultati“. Lo ha detto il nuovo ct della Nazionale, Giampiero Ventura, dopo aver diretto il primo allenamento a Coverciano in vista dell’amichevole con la Francia di giovedi’ sera a Bari. “Parliamo di giocatori con delle qualità, ci sono calciatori veri e uomini veri, credo ci siano i presupposti per fare bene – ha aggiunto Ventura -. Abbiamo un po’ di emergenza, ruoli completamente carenti, perché esterni ne abbiamo quanti ne vogliamo ma non li possiamo utilizzare, mentre a centrocampo mancano Marchisio e Giaccherini e quindi dovremo adattare qualcuno, penso a Bonaventura. A parole possiamo dire tutto quello che vogliamo, ma credo ci siano i presupposti per divertirci: questo e’ un gruppo estremamente positivo, l’Europeo di Conte e’ stato impregnato di organizzazione, compattezza e disponibilità. Se a questi aggiungi qualche dettaglio niente ci e’ precluso per essere protagonisti”.

LaPresse/Gerardo Cafaro

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L’Italia di Ventura – Secondo Ventura, “El Shaarawy ha pochissime possibilità di essere utilizzato, semplicemente perché in quel ruolo non c’e’ posto per lui. Lo stesso discorso per Berardi: finchè il modulo è questo, gli esterni offensivi, per quanto bravi, trovano difficoltà a trovare una collocazione. Abbiamo un’infinità di esterni di grande prospettiva, sarebbe un peccato mortale non dedicare loro del tempo. Mi parlavano di stage, ma – ha sottolineato – ho detto che non ne volevo fare; piuttosto volevo fare dei raduni con tutti quelli che non fanno parte oggi del gruppo 3-5-2, facendo con loro un discorso completamente diverso dal punto di vista tattico”.

LaPresse/Davide Anastasi

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L’Italia di Ventura – Ventura, affermando di sentirsi “un allenatore più che un selezionatore“, ha quindi detto che “a livello di Nazionale conta di più il risultato del gioco. Se poi il risultato è figlio della prestazione centri l’obiettivo. In ogni caso, il mio presupposto e’ che il successo o la vittoria non e’ un obiettivo ma la conseguenza di ciò’ che fai. E per fare risultato mediamente serve la prestazione, specie se la squadra ha un minimo di organizzazione“. (ITALPRESS).