Sabato 10 Dicembre

Tragedia sulle Alpi, muore il basejumper Alexander Polli: sport estremi ok, ma fino a che punto?

Il basejumper Alexander Polli ha perso la vita schiantandosi a folle velocità contro un albero sulle Alpi. Si riaccende la poleica sugli sport estremi

Alexander Polli 1Ancora un’altra tragedia, ancora un’altra polemica legata agli sport estremi. Questa volta a morire è stato uno degli atleti emergenti più promettenti di uno sport in forte ascesa: il base Jumping. A perdere la vita è stato Alexander Polli, basejumper italo-norvegese schiantatosi contro un albero nella zona di Brevent, sopra Chamonix, in Francia. Lo sport, per i meno appassionati, consiste nel lanciarsi da edifici, montagne o ponti, e planare con la tuta alare fino a terra, atterrando tramite paracadute non prima di aver eseguito evoluzioni, tricks e quant’altro. L’incidente ha riaperto il focolare della polemica non ancora spento dopo la morte di Emanuele Uli, campione di wingsuit flying che ha perso la vita in Svizzera con modalità molto simili ad Alexander Polli. E come spesso accade, si riapre ancora una volt la polemica sugli sport estremi: sono in tanti a chiederne il divieto o almeno una forma di regolamentazione che tuteli la vita degli sportivi, disposti a mettere a rischio la propria incolumità per il sano-folle (punti di vista) brivido di adrenalina, troppe volte fatale.