Venerdi 9 Dicembre

Sacchi show: “Juventus regina, ma su Higuain ho un dubbio!”. E che bordate a Milan e Inter

LaPresse/Belen Sivori

Arrigo Sacchi analizza il prossimo campionato: l’ex allenatore del Milan esalta la Juventus e Sarri, bocciature per Milan e Inter

Jonathan Moscrop

Jonathan Moscrop

Juventus, dubbio Sacchi su Higuain – “Juventus dominatrice in campionato? E’ difficile immaginare un epilogo diverso. I bianconeri hanno rinforzato la squadra e saccheggiato la concorrenza. Higuain e Pjanic non sono giocatori normali. Pogba? Un singolo non cambia la prospettiva. La società è avanti dieci anni rispetto alle concorrenti e Allegri è molto bravo sia tatticamente sia a gestire il gruppo”, firmato Arrigo Sacchi. Nel corso di una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex Ct della Nazionale fa le carte alla prossimo Serie A.

LaPresse/Daniele Badolato

LaPresse/Daniele Badolato

Juventus, dubbio Sacchi su Higuain Juventus strafavorita, ma Sacchi ‘consiglia’ le avversarie: “solo la regina può perdere il suo trono. Però le altre devono farsi trovare pronte attraverso il gioco. Il gioco viene prima dei giocatori e aiuta a migliorarli. Sono curioso di vedere Higuain. È stato fenomenale con il Napoli e mi chiedo se sentirà la mancanza di una squadra che lavorava per lui”. Un pensiero, quello di Sacchi,  controcorrente secondo molti.

galliani sacchiJuventus, dubbio Sacchi su Higuain – Sacchi analizza poi le altre big del campionato, iniziando dal Napoli: “facendo la somma dei valori tecnici, non ha speranze. Ma per fortuna il calcio non è aritmetica e Sarri è davvero molto bravo, alle capacità tattiche di chi studia e lavora sul campo, abbina la genialità. Inter? Mi piace molto De Boer, è un culture del calcio, ma al momento i nerazzurri sono un punto interrogativo. Milan? È ancora più indietro. Non è chiara la proprietà cinese e la squadra deve prendere una sua fisionomia. È difficile per me esprimere giudizi, sono ancora confuso anche se l’ultimo Berlusconi, troppo distratto dalla politica, non era troppo vicino al primo. Una volta, quando allenavo il Milan, mi disse: per me il calcio è la cosa più importante dopo la mia famiglia”.