Mercoledi 7 Dicembre

Rio 2016 – rapina Lochte, la polizia smentisce la versione del nuotatore: “tutto finto”

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

La polizia smentisce la versione raccontata da Ryan Lochte: nessuna rapina al nuotatore statunitense

Nessuna rapina. La polizia brasiliana smonta la versione di Ryan Lochte, che ha raccontato di essere stato derubato da finti agenti mentre stava tornando in taxi a casa con altre tre connazionali dopo una festa.

Lapresse

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Secondo le autorita’, invece, Lochte e soci, ubriachi, hanno innescato un alterco danneggiando i bagni di una stazione di servizio e a confermarlo ci sarebbe sia un video che la testimonianza di uno degli addetti alla sicurezza, chiamato dal gestore a intervenire. L’uomo, si legge sui media locali, ha raccontato di aver trovato la porta rotta e altri danni e che i nuotatori hanno cercato di scappare sul taxi su cui erano arrivati. Il tassista, pero’, non si e’ mosso, aspettando l’arrivo della polizia. Sempre secondo l’uomo della sicurezza, i 4 nuotatori erano aggressivi e alterati dall’alcol ed e’ a quel punto che ha mostrato il suo distintivo. Due di loro hanno tentato una nuova fuga, stavolta a piedi, e allora l’uomo ha tirato fuori la sua arma come avvertimento.

LaPresse/Xinhua

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Gli americani hanno quindi offerto 20 dollari e 100 reais per pagare i danni provocati e sono stati lasciati andare, con la polizia giunta sul posto quando tutto era finito. Fatti dunque ben diversi da quelli inizialmente raccontati da Lochte anche se gia’ nelle ultime ore, tramite un giornalista della Nbc, era emersa una versione leggermente diversa: il nuotatore confermava la rapina ma non parlava piu’ di imboscata, spiegando che era successo tutto in una stazione di servizio, e che la pistola era stata puntata nella sua direzione e non alla tempia.

Che la versione del nuotatore presentasse diverse falle era emerso anche da un altro video, pubblicato dal “Daily Mail”, che vedeva Lochte e i suoi compagni – Gunnar Bentz, Jack Conger e James Feigen – tornare al villaggio olimpico abbastanza tranquilli e passare il controllo al metal detector, ancora con cellulari e portafogli, a un orario diverso da quello riferito alla polizia. Anche per questo ieri la giudice Keyla Blank, del tribunale speciale per i grandi eventi, aveva emesso l’ordine di perquisire gli alloggi nel villaggio olimpico dei 4 nuotatori statunitensi e sequestrare i passaporti. Lochte aveva pero’ gia’ lasciato il Brasile mentre Bentz e Conger, sono stati prelevati stamane all’aeroporto Tom Jobin mentre stavano per tornare negli Usa: i due sono stati interrogati per circa 4 ore e poi portati in albergo. Anche il terzo, Feigen, sta collaborando con le autorita’, si e’ affrettato a far sapere il Comitato olimpico statunitense, che ha garantito agli atleti massimo sostegno anche da parte del Consolato americano a Rio. Per quanto riguarda Lochte, la polizia brasiliana si rivolgera’ all’Fbi perchè interroghi di nuovo il plurimedagliato olimpico. Sul caso si e’ pronunciato anche Mario Andrada, portavoce del Comitato organizzatore dei Giochi che nei giorni scorsi si era scusato a nome della citta’ con i 4 nuotatori americani: “non mi pento di averlo fatto e non mi aspetto che lo facciano loro, hanno sbagliato, fa parte della vita“. (ITALPRESS).