Sabato 10 Dicembre

Olimpiadi, Storie Italiane: ad Atene 2004 Stefano Baldini medaglia d’oro nella maratona

JERRY LAMPEN

Olimpiadi, i trionfi più belli dell’Italia nella storia: la vittoria di Stefano Baldini nella maratona ad Atene 2004

Correre la Maratona di Atene e vincerla. Cosa può davvero volere di più un atleta?
Può esistere un trionfo più completo per un partecipante alle Olimpiadi? E perché “la maratona” è considerata da tutti gli atleti “la gara” per eccellenza. Certo, forse perché sublima nella sua lunghezza, nella sua durata e nella sua fatica estrema tutti i valori più importanti dello sport: impegno, costanza, perseveranza, lotta, rispetto, solitudine, allenamento, forza mentale, forza fisica, sacrificio. Certo, tutto questo e ancora altro e altro ancora. Ma, forse, la ragione più recondita del valore di una maratona affonda proprio nelle sue radici, nella sua storia, nella sua nascita. Oggi si corrono maratone in tutte le più importanti città del mondo, e i nomi di queste città moderne rischiano di far dimenticare, o perlomeno sbiadire, con l’andare del tempo, la città di Maratona, e la storia di Fidippide, o Filippide, a seconda delle fonti storiche a cui si fa riferimento in una eventuale ricerca sulle origini di questa gara che si sviluppa sulla strana distanza di 42,195 chilometri. Brevemente, ma in maniera sufficiente per poter parlare con cognizione di causa, ci piace ricordare che “secondo quanto riferito da Erodoto, un emerodromo (portatore di messaggi) ateniese di nome Fidippide fu mandato da Atene a Sparta per chiedere appoggio in vista della battaglia contro i Persiani e percorse il tragitto di più di 225 km in un solo giorno”

stefano baldini (1)In seguito, dai 225 chilometri si passò, sempre nell’ambito della leggenda, alla corsa di Fidippide che oggi, nell’atletica, ha preso il nome d Maratona: “la leggenda più nota successivamente, quella della corsa di Fidippide da Maratona ad Atene, non fu opera di Erodoto, ma comparve per la prima volta in un’opera di Plutarco, opera in cui si dice che un emerodromo (sempre portatore di messaggi) in armatura completa sarebbe corso da Maratona sino ad Atene, avrebbe pronunciato la celebre frase “abbiamo vinto!” e sarebbe poi morto subito dopo per l’immane sforzo; secondo Plutarco lo storico Eraclide Pontico chiamava questo leggendario emerodromo Tersippo, mentre la maggior parte degli storici lo chiamava Eucle. Luciano di Samosata, scrittore e retore di origine siriana vissuto durante il II secolo d.C., riporta la stessa leggenda, attestando però come il nome del corridore non fosse Eucle, bensì Filippide”
Stefano Baldini, nell’anno 2004, alle Olimpiadi di Atene, vince, nella patria delle leggende che diventano realtà, “la maratona”, mettendo il suo nome accanto a Spyridon L0uis, il primo vincitore della maratona olimpica, nel 1896, ed entrando così, per sempre, nella storia dell’atletica, nella storia delle Olimpiadi, nella storia della maratona, nella storia con la S maiuscola. Baldini dopo 2 ore di gara se ne va, da solo, e lascia tutti a distanza di sicurezza. Un italiano convinto, sicuro, vincente. Anche se il traguardo sembra non arrivare mai, Stefano controlla: sé stesso, gli avversari, la distanza. E infine entra nello stadio. Lo stadio di un tempo che fu. E trionfa nell’ultima gara delle Olimpiadi. Non a caso. La più importante di tutti.
Oro, italiano, ad Atene. Maratona è tricolore.