Mercoledi 7 Dicembre

Olimpiadi Rio 2016 – Tania Cagnotto, l’ultima volta della Regina dei tuffi: “oggi ho fatto pace con Londra 2012”

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Tania Cagnotto ha detto addio alla sua carriera sportiva nel modo più dolce: un bronzo olimpico che cancella le delusioni di Londra 2012

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Sorridente e solare come sempre Tania Cagnotto, quel sorriso che ha sempre regalato in qualsiasi situazione, dopo qualsiasi risultato, a qualsiasi domanda comoda o scomoda dei giornalisti. Il sorriso di una campionessa alla sua ultima gara, il sorriso di una ragazza che dice addio allo sport che ha amato e che lascia avendo dato: “il 100%, non ho più nemmeno una briciola da dare!“. La Cagnotto intervistata ai microfoni Rai è apaprsa contenta, serena e consapevole.

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Oggi giornata incredibile. Non pensavo di tornare a casa con due medaglie, era così contenta dopo il sincro, oggi volevo solo godermela, perchè sapevo che era l’ultima gara della mia carriera e mi sono goduta ogni tuffo, ho saltato con il cuore, ho saltato per me e volevo solo fare il mio record. Il record è arrivato ed ero già felice, poi è arrivata anche la medaglia, la canadese dietro di me… incredibile!“, ha raccontato un’emozionatissima Tania.

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La bolzanina ha poi commentato la gara: “ è stata bella tutta l’ora di gara, mi sono impegnata ad assaporare questi momenti perchè non li rivivrò più. Ho cercato di godermi tutte le emozioni, la tensione, ho iniziato col doppio e mezzo indietro come volevo, i pre salti sono andati bene, ero molto più tranquilla, senza il peso di semifinali ed eliminatorie, ero più serena, avevo voglia di fare questa gara e finalmente mi sono divertita. La dedica va a mia madre e mio papà, soprattutto papà perchè lui ha passato tutto questo e ci teneva tantissimo, anche forse più di me, dopo il rovesciato ci siamo detti che andava bene anche così anche senza medaglia, è stato bravo a rendere questo giorno speciale“.

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Tania Cagnotto ha infine commentato l’esperienza forse peggiore della sua carriera, la delusione di Londra 2o12, quel momento che adesso sembra finalmente avere un senso, quella pagina negativa della sua vita con la quale sembra aver fatto pace: “Londra penso che doveva andare così, sennò non sarei arrivata qua. Ho accettato completamente Londra che mi ha fatto stare tanto male ma mi ha insegnato tantissimo, quindi oggi va bene così“.