Giovedi 8 Dicembre

Olimpiadi Rio 2016, Ivan Zaytsev non si fida dell’Iran: “dimentichiamoci la World League”

LaPresse/Reuters

Ivan Zaytsev non si fida dell’Iran prossimo avversario dell’Italvolley ai quarti delle Olimpiadi di Rio 2016

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Ivan Zaytsev è uno dei due azzurri reduci dai Giochi e dal bronzo di Londra (l’altro è il capitano Birarelli) e dopo il match con il Canada con il suo solito linguaggio colorito ha così parlato del quarto di finale, il match che può indirizzare nel bene e nel male i Giochi: “Credo che siamo pronti. Abbiamo dimostrato con la testa, con il cuore, con il fisico e con il gioco che ci siamo e andremo a “combattere” contro l’Iran per cercare di arrivare in semifinale“. Un mese fa l’Italia ha affrontato e battuto l’Iran alle World League. L’azzurro però non si fida del precedente e ammette: “Rispetto alla World League, quando abbiamo vinto in casa loro, sarà completamente un’altra partita. Le Olimpiadi in assoluto, ma a questo punto particolarmente regalano un po’ di “pathos” Non può essere altrimenti visto che si tratta di un quarto di finale olimpico. Diciamo che adesso si riparte da 0-0 palla al centro e chi da più “schiaffi” al pallone vince“. Zaytsev non vuole pensare a chi è il favorito tra le due squadre e predica cautela: “Non dobbiamo pensare di essere favoriti, nella maniera più assoluta. Loro sono alle Olimpiadi per la prima volta dopo 50 e passa anni. Sicuramente saranno carichi e motivati. Dall’altra parte noi sappiamo il nostro valore. Quello che abbiamo fatto fa parte del passato, però le partite che abbiamo vinto ci hanno lasciato molta fiducia in noi stessi: siamo consapevoli della nostra forza e cercheremo di mettercela tutta per vincere e andare in semifinale“.

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Infine fa una differenza tra le Olimpiadi di Londra 2012, quando l’Italia ha affrontato ai quarti gli Usa e la partita di questa olimpiade contro l’Iran sempre ai quarti: “Quattro anni fa siamo arrivati quarti con l’acqua alla gola, ci siamo giocati una partita da tutto o niente contro gli Stati Uniti, che erano un po’ nella nostra stessa situazione adesso: cioè avevano “ammazzato” tutti ed erano davvero carichi. Noi ci troviamo nella stessa loro condizione mentale, ma credo che che nella sostanza sia molto diverso, perché avere la consapevolezza di giocare a pallavolo ad alto livello è davvero una bella cosa”.