Venerdi 9 Dicembre

Olimpiadi Rio 2016, Fabrizio Donato deluso: “non è arrivato il regalo di compleanno che volevo farmi”

Gian Mattia D'Alberto

Dopo la mancata qualificazione alla finale del salto triplo, Fabrizio Donato esprime la sua delusione per non essere riuscito a farsi il regalo sperato

La quarta giornata dell’atletica alle Olimpiadi di Rio de Janeiro inizia senza fortuna per l’Italia. Tutti e quattro fuori gli azzurri in gara nella sessione mattutina a partire dal capitano, il triplista Fabrizio Donato oggi in pedana per la sua quinta Olimpiade.

Gian Mattia D'Alberto

Gian Mattia D’Alberto

Raggiunti, in fatto di partecipazioni, Mennea, Pamich e De Benedictis in testa alla graduatoria italiana di sempre. Il triplista laziale, all’indomani del suo quarantesimo compleanno, sfiora la finale a cinque cerchi. Il bronzo olimpico di Londra 2012 atterra, infatti, a 16,54 (+0.4) e per appena sette centimetri resta fuori dai migliori dodici con il rammarico di un nullo millimetrico all’ultimo salto che gli sarebbe sicuramente valso la promozione. “Purtroppo non è arrivato il regalo di compleanno che mi volevo fare – il commento del capitano azzurro – mi è mancato quel poco di fortuna che alcune volte serve e oggi non c’è stato. Il primo salto era sbagliato, non sono riuscito ad essere veloce in uscita e a chiudere bene, comunque mi aveva dato fiducia.

Fabrizio DonatoPoi nel secondo – prosegue – ho sentito il nullo sotto il piede, mi ha sbilanciato in avanti e non ho chiuso. Nel terzo è venuto fuori un bel salto, ma ho toccato la plastilina che in quel caso non aiuta. Ho dedicato tutta la stagione a prepararmi per cercare di lasciare un segno, più o meno grande, ma la finale sarebbe già stata una grande cosa. Dispiace, perchè era alla mia portata. Penso di aver fatto tutto il possibile per arrivare qui nelle migliori condizioni, un percorso ideale per affrontare una gara del genere. Volevo chiudere la mia quinta Olimpiade in un altro modo. A quarant’anni essere qui è già un bel traguardo, ma io ancora riesco ad emozionarmi, non mi accontento e guardo avanti. Mi ha scritto Nicola Vizzoni: “Ricordati che gli altri hanno paura di te perchè hai la medaglia al collo. Ci ho pensato – conclude Donato – ed effettivamente, guardando gli altri, mi davano questa impressione e mi fa ancora più dispiacere“. (ITALPRESS).