Giovedi 8 Dicembre

Olimpiadi Rio 2016, allenamenti a Copacabana e speranza che cresce: così Schwazer attende il verdetto del Tas

Il Tas non si è ancora pronunciato sul caso Schwazer, intanto il marciatore azzurro si allena sul lungomare di Copacabana

Le ore scorrono lente, il sole sembra non tramontare mai per Alex Schwazer che continua a sperare nella partecipazione ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Il destino del marciatore azzurro è nelle mani del Tas, toccherà a tre giuristi sportivi stabilire se Alex potrà prendere parte alla 20 km di marcia in programma venerdì.

LaPresse/Vincenzo Livieri

LaPresse/Vincenzo Livieri

Da un lato il via libera, dall’altro la squalifica richiesta dalla IAAF, durissima solo alla lettura: 8 anni! Sinonimo di carriera finita. Schwazer però non ha intenzione di arrendersi, è continua nel suo programma atletico che prevede un doppio allenamento sul lungomare di Copacabana, naturalmente con il suo allenatore, Sandro Donati. Le otto ore di «battaglia del 31° piano», fra accusa e difesa nell’audizione dell’altro ieri nello studio legale di un palazzone nel centro di Rio, non hanno scalfito l’animo dell’azzurro, tornato in albergo e salito subito sui rulli per allenare il corpo alla fatica della gara. Il Tas ha obbligato tutti i protagonisti della vicenda a non rilasciare dichiarazioni, ecco spiegato il silenzio che avvolge l’entourage di Schwazer. La sentenza dovrebbe essere emessa nelle prossime ore, solo a quel punto si conoscerà il destino del marciatore alto-atesino, che continua a sudare alla caccia di un sogno: quella medaglia olimpica che solo tre giudici possono levargli.