Lunedi 5 Dicembre

Olimpiadi di Rio 2016 caso Schwazer, durissime reazioni di Tamberi e Russo: “se è sporco deve pagare”

LaPresse/REUTERS

Il caso Schwazer ha colpito l’Italia dell’atletica: ecco la reazione di Clemente Russo, Elisa Di Francisco e di Gianmarco Tamberi 

LaPresse/Claudia Fornari

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Il caso Alex Schwazer è l’argomento del giorno. Tutti hanno letto la sentenza del TAS che spegne definitivmente la carriera dell’altoatesino: condanna di 8 anni per la positività a uno steroide sintetico trovato durante un controllo antidoping del primo gennaio 2016. Il marciatore era tornato alle corse dopo la squalifica di 2 anni (sempre a causa doping). Una sentenza che non solo chiude anzitempo la carriera dell’azzurro, ma che getta nello sconforto più generale tutti i suoi fan e il suo tecnico Donati che lo ha seguito passo dopo passo durante quest’ultimo anno. L’Italia è andata a dormire scossa da questa notizia e il risveglio è stato caratterizzato dalle dichiarazioni dei nostri atleti che partecipano alle Olimpiadi di Rio 2016.

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Clemente Russo, pugile italiano, ha commentato la positività di Alex Schwazer  ad askanews.it: “chi sbaglia, paga. Se lui aveva già pagato ed era pulito, era giusto che venisse all’Olimpiade. Se invece è ancora sporco, allora la pena si deve pagare. Io credo che qui debba esserci tutto il mondo, purché sia pulito. Ho avuto sette controlli antidoping a sorpresa in due settimane“.

LaPresse/Alfredo Falcone

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Anche Elisa Di Francisca ci è andata giù pesante: “io non ho mai barato, non ho mai pagato nessuno per farmi vincere. Ho la coscienza pulita perché non mi sono mai dopata in vita mia. Questa è la mia linea e lo sarà sempre, i risultati li voglio ottenere solo attraverso i miei sacrifici. Sta a ognuno di noi comportarsi bene“.

LaPresse/Xinhua

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Ma l’attacco più duro registrato nei confronti del marciatore, lo ha riservato Gianmarco Tamberi, che a La Gazzetta dello Sport ha accusato Schwazer senza giri di parole: “se 8 anni sono giusti? Non sono io a dovermi esprimere, ma è stato trovato positivo due volte, e questo non sono io a dirlo… Mi ero espresso prima di questa nuova positività, ho sempre pensato che un’atleta pizzicato per doping non debba più vestire la maglia azzurra perché non rappresenta più i valori della nazionale. Se fosse stato un complotto, ed è difficile pensare che la Wada abbia architettato una cosa del genere, sarebbe una cosa talmente grande da mettere sottosopra lo sport mondiale. Io so che è stato trovato positivo per ben due volte e non lo dico certo io. Il doping è una cosa sporca e non deve far parte del nostro mondo”.