Venerdi 9 Dicembre

Olimpiadi di Rio 2016, Aru amaro: “ho dato il massimo. Nibali? Abbiamo vissuto come fratelli”

LaPresse/Reuters

Dopo il sesto posto raccolto nella prova olimpica in linea di ciclismo, Fabio Aru esprime le sue sensazioni anche sulla caduta di Nibali

L’Italia ha fatto una gara stupenda, comandando il gruppo dall’inizio alla fine, lasciando agli altri la fuga destinata a fallire, inserendosi in quella giusta con Caruso, sferrando un grande attacco a 30km dal traguardo con Aru e Nibali, poi è stato lo Squalo a cercare di fare il vuoto nell’ultima salita, è rimasto solo con Henao e Majka, ha provato l’attacco anche in discesa, poi a 11 km dal traguardo è rovinosamente caduto al suolo.

ITALIA CICLISMO RIO NIBALI ARU GRANDE ATTACCOFabio Aru è arrivato sesto al traguardo con tanta amarezza in corpo per non essere riuscito ad aiutare Nibali fino al termine della corsa: “c’è una grandissima stima tra noi, è stato un piacere poterlo aiutare e dare un contributo alla Nazionale. Non abbiamo raccolto quanto meritavamo ma abbiamo dato dimostrazione di compattezza, di unione. In questi dieci giorni abbiamo vissuto come dei fratelli, con la squadra si è creato un rapporto ancora migliore. Abbiamo corso veramente bene, ho attaccato negli ultimi metri della salita per poi fare la discesa a tutta. Ho visto arrivare Vincenzo e via, abbiamo tirato dritto“. Poi, la caduta di Nibali che è probabilmente costata una medaglia al messinese. “Se avessi potuto puntare al podio? Nel finale avevo i crampi e non sono riuscito a fare di meglio. Credo però di aver dato il mio contributo, quando corro per la nazionale ho sempre un grandissimo stimolo“. Dalla prossima stagione, con l’approdo di Nibali alla neonata Bahrein Merida, le strade con il vincitore di tutti e tre i Grandi Giri si divideranno: “mi dispiace, da lui ho imparato tantissimo, ha arricchito il mio bagaglio di esperienza. Ringrazio lui ed il suo staff, lo vedo sereno, l’importante è che restino sempre stima e rispetto reciproco“.