Lunedi 5 Dicembre

MotoGp, Stoner si scaglia contro l’elettronica: “è un aiuto per i piloti più scarsi”

LaPresse/Alessandro La Rocca

Grazie al ruolo di collaudatore, Casey Stoner riesce ad individuare in maniera chiara le criticità della nuova MotoGp: una su tutte l’elettronica

La possibilità di vederlo in pista è ormai definitivamente tramontata, Casey Stoner però non perde occasione per analizzare tutto ciò che accade in MotoGp, mondo che continua a frequentare in virtù del ruolo di collaudatore svolto in Ducati.

World Ducati Week _ Casey StonerQuest’anno il circus ha fatto un passo indietro dal punto di vista dell’elettronica, imponendo un software unico a tutte le case, che sulla carta è molto più semplice rispetto a quelli factory che venivano utilizzati fino al 2015. “L’elettronica è il motivo per cui in MotoGP i tempi sul giro sono così vicini in qualifica. Quindi pensate, quanti piloti che vanno veloci! Ma in qualifica tutti devono frenare tardi, far girare la moto e rispalancare il gas, lasciando che l’elettronica faccia il resto. Non c’è più finezza” ha spiegato Casey nel suo editoriale per Australian Motor Cycle News.

LaPresse/EFE

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Durante la gara, quando non si può forzare la staccata in ogni giro facendola perfetta, ecco che il gap incomincia a crescere nel gruppo. L’elettronica infatti aiuta parecchio quei piloti che non sono in grado di controllare il posteriore come i migliori. Nel 2006 e nel 2007, se tu avevi una guida più fine, potevi anche uscire dalla curva e riuscire a superare i tuoi avversari a metà del rettilineo. I piloti di solito utilizzano set-up molto differenti per le loro moto. Uno come Dani Pedrosa voleva una moto preparata per il centro curva e l’uscita più che per l’ingresso, ma se riusciva a tagliare la curva nel modo giusto, ti poteva affiancare nel rettilineo successivo. Ora però sono tutti indirizzati verso uno stile preciso. Nessuno può fare la differenza in uscita – conclude Stoner – dipende tutto da chi frena più tardi e da chi è disposto a correre più rischi“.