Domenica 11 Dicembre

Elia Viviani e il premio della “Fondazione Agnelli”: “ecco come userò questi 75.000 euro”

LaPresse/Reuters

Elia Viviani al secondo posto nel “concorso” lanciato dalla Fondazione Agnelli: ecco come il ciclista userà il premio ricevuto

Le Olimpiadi di Rio 2016 sono terminate quasi da una settimana, ma ancora fanno parlare di sè, grazie a episodi esilaranti, vittorie o delusioni. La Fondazione Agnelli, al termine dei Giochi Olimpici ha lanciato un concorso che assegna ai primi tre classificati la stessa somma di denaro che il Coni stanzia per chi conquista un oro, un argento e un bronzo olimpico. In occasione del suo 50° anniversario. Ad eleggere i vincitori sono stati i lettori della Gazzetta dello Sport, che hanno fatto trionfare Daniele Garozzo, seguito sul podio da Elia Viviani e dai ragazzi dell’Italvolley.

LaPresse/Alfredo Falcone

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Felice e soddisfatto per questo traguardo raggiunto e per essere entrato nel cuore degli italiani il vincitore della medaglia d’oro dell’omnium: “è la cosa che più mi rende orgoglioso: aver portato in alto il nostro Paese, aver fatto emozionare gli italiani, anche i non appassionati di ciclismo. Questi voti sono la conferma della fantastica accoglienza che ho avuto al ritorno in Italia: le centinaia di persone che mi hanno aspettato a Linate, quelli che hanno dipinto i cinque cerchi sulle strade di Vallese di Oppeano, il mio paese, per “indicarmi” il percorso verso casa, i bambini delle squadre per cui correvo da piccolo che hanno riprodotto il simbolo olimpico in spiaggia“, ha spiegato Viviani in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

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I ragazzi dell’Italvolley hanno deciso di devolvere il loro premio agli abitanti delle zone terremotate, mentre Viviani non ha ancora preso una decisione precisa: “sto valutando, voglio aiutare le società ciclistiche giovanili della mia zona, le stesse nelle quali sono cresciuto. E poi vorrei devolverli anche al velodromo di Pescantina, nel veronese, dove tutto è nato: io mi sono formato lì e mi piacerebbe che tanti altri bambini possano allenarsi in pista. Ci sono già tecnici di altissimo livello ed è una struttura che può dare tanto all’attività giovanile“, ha infatti spiegato il ciclista azzurro.