Martedi 6 Dicembre

Dalla passione per la Roma del nonno, alle offerte (rifiutate) di Milan e Real: quanti retroscena svelati da Totti

LaPresse/Daniele Montigiani

Con una lettera inviata ai tifosi romani, Francesco Totti svela alcuni retroscena della sua carriera, dall’offerta di Milan e Real alla sua passione per la Roma

Ventisette anni fa qualcuno bussò alla porta del nostro appartamento di Roma. Ad aprire andò mia madre Fiorella. Le persone che erano dietro la porta avrebbero potuto cambiare la mia carriera calcistica. Quando aprì la porta c’erano dei signori che si presentarono come dirigenti sportivi. Ma non erano della Roma: indossavano indumenti rossi e neri.

LaPresse/Marco Alpozzi

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Erano del Milan e volevano che andassi a far parte della loro squadra. A tutti i costi. Mia madre alzò le braccia al cielo. Che cosa pensate che abbia detto a quei signori? Quando sei un ragazzo di Roma, ci sono solo due scelte: puoi essere giallorosso o biancoceleste. Roma o Lazio. Nella nostra famiglia, esisteva solo una scelta possibile“. Inizia così una lunga lettera d’amore scritta da Francesco Totti e pubblicata su www.theplayerstribune.com. “Purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere mio nonno, poichè morì quando ero un bambino. Ma mi ha lasciato un dono fantastico. Fortunatamente per me, mio nonno Gianluca era un tifoso accanito della Roma e ha trasmesso questo amore a mio padre che, a sua volta, lo ha trasmesso a mio fratello e a me. L’amore per la Roma ci è stato tramandato.

Jonathan Moscrop

Jonathan Moscrop

E’ sempre stato più di un club di calcio, è parte della nostra famiglia, del nostro sangue e delle nostre anime. Quando ho compiuto 7 anni, mio padre comprò dei biglietti e finalmente ebbi la possibilità di andare a vedere i ‘lupi’ allo stadio Olimpico”, prosegue il capitano giallorosso. “Mia mamma è sempre stata il ‘boss’ e lo è tutt’ora. Lei, come tutte le mamme italiane, è piuttosto protettiva nei confronti dei figli e infatti non voleva che me ne andassi da casa per paura che mi succedesse qualcosa. ‘No, no’ rispose ai dirigenti del Milan. Ecco tutto ciò che disse: ‘Mi dispiace. No, no’. Fine del discorso. Il mio primo trasferimento era stato rifiutato dal ‘boss’. Fu difficile rinunciare alla proposta del Milan, perchè avrebbe significato tanti soldi. Solo qualche settimana più tardi venni scelto durante una partita giovanile e la Roma mi fece un’offerta. Sarei diventato giallorosso. Mia mamma se lo sentiva”. 

Ilary-Blasi-e-Francesco-Totti-innamoratissimi-dopo-13-anniPoi Totti ricorda il suo esordio: “fino a 90 minuti prima della partita non avevo idea che avrei fatto il mio debutto all’Olimpico. Ero seduto sul pullman che ci portava da Trigoria allo stadio e sentivo crescere in me l’adrenalina. La serenità che avevo provato la notte prima era svanita. Quando sono entrato in campo per la prima volta ero sopraffatto dall’orgoglio di giocare per la mia città, per mio nonno, per la mia famiglia“, ha spiegato ancora Totti. “In 25 anni, quella pressione – quel privilegio – non è mai cambiato. Certo ci sono stati degli errori. C’è stato anche un momento in cui, 12 anni fa, ho considerato la possibilità di andare a giocare al Real Madrid. Quando una squadra di grande successo, forse la più forte al mondo, ti chiede di entrarne a far parte, inizi a pensare a come sarebbe la tua vita in un altro posto“, ha proseguito il 10 della Roma.

LaPresse/Reuters

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Alla fine però la conversazione che ebbi con la mia famiglia mi ricordò in che cosa consiste la vita. La tua casa è tutto. In questi 39 anni Roma è stata la mia casa. Spero di aver rappresentato il club al meglio delle mie e di aver innalzato i colori della Roma il più in alto possibile, vincendo lo scudetto e giocando nella Champions League. Spero siate fieri di me. Potete definirmi un abitudinario. Ho lasciato la casa dei miei genitori solo quando mi sono fidanzato con mia moglie, Ilary. Così quando penso al tempo trascorso qui e a ciò che lascerò so già che mi mancheranno la routine e le cose di tutti i giorni. Le molte ore di allenamento, le chiacchierate nello spogliatoio. La cosa che mi mancherà maggiormente sarà bere un caffè con i miei colleghi ogni giorno. Forse se tornassi un giorno come allenatore, riuscirei a godermi ancora questi momenti“, ha scritto Totti.

LaPresse/Reuters

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Molti mi chiedono, perchè hai passato tutta la tua vita a Roma? Roma rappresenta la mia famiglia, i miei amici, la gente che amo. Roma è il mare, le montagne, i monumenti. Roma, ovviamente, è anche i romani. Roma è il giallo e il rosso. Roma, per me, è il mondo. Questo club e questa città sono stati la mia vita. Sempre“, ha concluso il capitano giallorosso. (ITALPRESS).