Mercoledi 7 Dicembre

Tour de France, nella bufera di Andorre Arcalis una Farfalla, lo Squalo e la Carrozza del gruppo per Froome

Tour de France, nel primo arrivo in salita di Andorre Arcalis vince la “Farfalla di Maastricht”, Tom Dumoulin. Nessun attacco a Chris Froome

Il riscatto di Tom Dumoulin, un corridore straordinario. La “Farfalla di Maastricht” ha vinto con distacco la 9ª durissima tappa del Tour de France con una straordinaria azione solitaria nella bufera di Andorre Arcalis, il primo arrivo in salita della “Grande Boucle” 2016. Il 25enne olandese che ha sfiorato il trionfo della Vuelta Espana 2015 e ha vestito a lungo la maglia rosa al Giro d’Italia 2016, ha trionfato nella grandine di un temporale pazzesco nell’ultima tappa pirenaica del Tour, precedendo di 38” il portoghese Da Costa e il polacco Rafal Majka.

contadorTra gli uomini di classifica, invece, non è successo niente: il gruppo ha portato Chris Froome in carrozza fino al traguardo, Quintana si è incollato alla ruota del britannico e non ha mai neanche accennato ad un attacco: nel triste giorno del ritiro di Alberto Contador, la maglia gialla sembra già senza rivali per la vittoria di quello che sarebbe il suo terzo Tour de France, non tanto per la classifica ancora molto corta ma per l’attendismo di tutti i suoi rivali. Ci ha provato Valverde da lontanissimo, ma il Team Sky non si è fatto prendere dal panico e ha risposto con intelligenza tattica, così alla fine è stato proprio lo spagnolo a pagare dazio e a finire fuori classifica.

nibali tour de franceE gli italiani? La tattica dell’Astana ancora una volta lascia a desiderare: che senso ha lanciare due uomini in fuga se non c’è alcun disegno di attacco dalla distanza? Diego Rosa non poteva vincere e non ha vinto, perchè non è in forma come già si era visto nelle ultime tappe: è arrivato ottavo al traguardo con tre minuti da Dumoulin. Fabio Aru s’è staccato per la prima volta dai migliori, e soltanto grazie a un fantastico Vincenzo Nibali non è andato alla deriva: lo Squalo dello Stretto, che aveva risposto per primo all’allungo di Froome e Quintana dando l’impressione di poter rimanere con i migliori, s’è fermato per aspettare un Aru in difficoltà, e l’ha portato al traguardo limitando i danni. Ma adesso anche Aru è finito fuori classifica, e l’Astana si ritrova già dopo 9 tappe fuori da ogni possibile competizione per la vittoria del Tour, con un Nibali che certamente sarà l’unico in grado di giocarsela con gli altri sulle (tante) dure tappe Alpine, ma costretto a fare da gregario a un giovanissimo forte e promettente ma che difficilmente riuscirà a competere anche per il podio.

La Presse

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Adesso in classifica generale dietro Froome resistono il giovanissimo Adam Yates a 16 secondi, l’irlandese Daniel Martin a 19 secondi, l’eterno secondo Nairo Quintana a 23 secondi, il Purito Rodriguez a 37 secondi, l’unico francese competitivo Romain Bardet a 44” con lo stesso tempo di Bauke Mollema e del gregario di lusso di Froome, Sergio Henao. Nono Louis Meintjes con un ritardo di 55 secondi, mentre Valverde e Van Garderen sono decimo e undicesimo con 1 minuto e 1 secondo di ritardo. Al dodicesimo posto Roman Kreuziger, nuovo leader della Tinkoff dopo il ritiro di Contador, con un ritardo di 1′ e 16”, poi tredicesimo Fabio Aru a 1′ e 23”, l’australiano Richie Porte con 2 minuti e 10 secondi e via via tutti gli altri.

Nibali, pur recuperando molte posizioni in classifica, rimane distante anni luce da Froome: 34 minuti e 14 secondi. Peccato perchè oggi ha dimostrato di poter tenere la ruota dei migliori, eppure soltanto ieri è arrivato al traguardo con un ritardo clamoroso, di 26 minuti. E adesso dovrà inventarsi un modo per dare un senso a questo Tour, ma non è l’unico. Se gli altri continueranno così, tutta la corsa avrà poco senso.

Ma che razza di Tour è questo? Avevamo due speranze, una è svanita e l’altra quasi…