Venerdi 9 Dicembre

Rio 2016, controversa decisione del CIO: paga anche la Stepanova! L’USADA: “scelta discutibile”

LaPresse/Reuters

Dopo la decisione del CIO di non vietare Rio 2016 a tutti gli atleti russi, l’USADA è intervenuta per sottolineare il proprio parere contrario

Nessuna mannaia sullo sport russo in vista di Rio, ma un sì condizionato all’avallo finale delle singole federazioni. Nella riunione d’urgenza convocata di domenica a Losanna, il Comitato olimpico internazionale (Cio), seguendo la regola fondamentale della Carta olimpica di proteggere gli atleti puliti e l’integrità dello sport, non ha escluso in massa la Russia dai prossimi Giochi olimpici.

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Nello stesso tempo ha invece passato la patata bollente nelle mani delle singole federazioni internazionali. Saranno infatti queste ultime a decidere se gli atleti russi potranno partecipare alla ormai prossima rassegna a cinque cerchi in terra brasiliana. Il Cio ha comunque fissato i criteri minimi che gli atleti russi dovranno possedere per volare a Rio. In particolare non dovranno essere in alcun modo coinvolti nel dossier presentato dall’Agenzia mondiale antidoping (Wada), frutto dell’inchiesta, portata avanti dall’avvocato canadese McLaren, legata al doping di Stato russo fin dal 2010. In più, gli atleti accettati dovranno sottoporsi a un test antidoping all’estero, coordinato dalla commissione indipendente della Wada.

LaPresse/Xinhua

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Inoltre, non saranno comunque ammessi atleti già squalificati in passato per doping. Ciò significa che non potrà essere a Rio nemmeno l’ottocentista Yulia Stepanova, colei che aveva fatto emergere il marcio del sistema russo. L’atleta era stata infatti squalificata dopo una positività nel 2013. Dopo un parere della Commissione Etica, il Cio ha fatto sapere che non consentirà alla Stepanova di gareggiare, ma comunque la inviterà a Rio. “Questa decisione potrà non piacere a tutti ma ormai è stata presa” ha spiegato il presidente del Cio Thomas Bach, aggiungendo: “un atleta non deve soffrire o essere sanzionato per un sistema di cui non faceva parte. Non ci siamo regolati in base a ciò che ci si aspettava, ma col desiderio di fare giustizia a favore degli atleti puliti“. Di parere opposto invece il commento dell’Usada, l’agenzia antidoping statunitense, che per bocca del suo presidente Travis Tygart ha commentato: “il Cio si è rifiutato di prendere una decisione e di giocare un ruolo leader per il movimento olimpico“. E sull’esclusione della Stepanova ha aggiunto: “questa decisione non spingerà altri atleti a parlare“. (ITALPRESS).