Domenica 11 Dicembre

NBA, l’urlo di Michael Jordan in una lettera contro il razzismo: “non posso più restare zitto!”

Michael Jordan, mosso dai recenti scontri fra la comunità nera e la polizia negli USA, ha deciso di far sentire la propria voce tramite una lettera

Dopo i recenti scontri in America fra la comunià nera e le forze di polizia, culminati con diversi morti e feriti per entrambe le parti, negli USA si riapre la scottante tematica della discriminazione razziale. Sono tante le personalità di spicco dello sport e dello spettacolo che hanno fatto sentire la propria voce. Anche la leggenda NBA Michael Jordan ha voluto esprimere il suo sostegno con una lettera pubblicata da “Undefeated”:

Come orgoglioso cittadino americano, come papà che ha perso il suo stesso padre a causa di un brutale atto di violenza e come uomo di colore, sono stato fortemente scosso dalle morti dei cittadini con la mia stessa pelle per mano delle forze dell’ordine e irritato dalla vile e spregevole presa di mira ed uccisione di poliziotti in risposta. Sono vicino al dolore di tutte le famiglie che hanno perso un parente caro e conosco bene tutte le loro sofferenze.

Sono stato cresciuto da genitori che mi hanno insegnato il rispetto e l’amore per le persone senza guardare al colore della pelle o alla loro cultura, per questo sono tristemente frustrato dalla retorica divisiva e dalle tensioni razziali che sembrano di giorno in giorno volgere al peggio. Io so che questa nazione è molto meglio di così, e non posso più stare a lungo in silenzio. Dobbiamo trovare delle soluzioni che assicurino alle persone di colore di ricevere un trattamento giusto ed equo e assicurarsi che gli ufficiali di polizia, i quali mettono a rischio ogni giorno la loro vita per proteggere tutti noi, siano rispettati e sostenuti.

Negli ultimi 30 anni ho visto da vicino la dedizione di tutte le forze dell’ordine che hanno protetto me e la mia famiglia. Ho il più grande rispetto per il servizio svolto e per i loro sacrifici. Allo stesso modo riconosco che per molti neri l’esperienza con gli uomini in divisa è stata differente rispetto alla mia. Ho deciso di parlare in pubblico sperando di poter andare avanti tutti insieme come Americani, attraverso un dialogo di pace ed educativo, per raggiungere dei costruttivi cambiamenti.

Per sostenere questo sforzo, ho deciso di donare 1 milione di dollari a due associazioni: uno all’organizzazione internazionale dei capi della polizia e a l’altro al fondo legale per la difesa (NAACP), la più antica associazione a difesa dei diritti civili degli Stati Uniti. Allo stesso tempo so di certo che questo non è abbastanza per risolvere i problemi. Spero che la ricerca permetta ad entrambe le associazioni di apportare dei positivi cambiamenti.

Noi abbiamo il privilegio di essere nati nella più importante nazione al mondo, un Paese che ha garantito a me e alla mia famiglia le più grandi opportunità. I problemi che ci troviamo ad affrontare non sono nati in una notte e non saranno di certo risolti domani, ma se tutti lavoriamo assieme, possiamo farci promotori di maggiore comprensione, di cambiamenti positivi e creare un mondo di serenità per noi stessi, per i nostri figli, per le nostre famiglie e per la nostra comunità”.