Domenica 4 Dicembre

NBA, Kobe Bryant si racconta: “vi spiego i 5 punti della Mamba Mentality”

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Kobe Bryant ha spiegato punto per punto, le 5 caratteristiche principali della sua famigerata ‘Mamba Mentality’

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Durante la tappa milanese del suo “Mamba Mentality Tour”, Kobe Bryant ha spiegato ai fans italiani in cosa consiste la sua celebre mentalità vincente. “Sono principi che ho imparato quando ero piccolo qui in Italia. Mamba Mentality vuol dire che la cosa che sti facendo in quel momento è quella più importante, l’unica che conta. Devi essere totalmente concentrato sull’obiettivo”.

L’ex 24 dei Lakers, ha poi spiegato durante l’interivsta a “La Gazzetta dello Sport”, uno alla volta i 5 punti cardine che compongono la famigerata “Mamba Mentality”:

  • Alla base di tutto ci deve essere per forza la Passione per il basket: “non volevo mai smettere di giocare, ho sempre amato il basket, èuna passione cresciuta dentro di me giorno dopo giorno”.
  • Il secondo è quello che fa la differenza per migliorare, l’ ossessione e la cura per i dettagli:  “non è facile, ma se raggiungi quel livello di focus i risultati possono essere grandissimi
  • Per vincere bisogna essere ‘Relentlessness’, competitivi a qualsiasi costo: “competere sempre, ma mai andare oltre le regole. La cosa più importante è non mollare mai, c’è chi si piega davanti alle difficoltà, invece non deve accadere. Quando mi si è rotto il tendine d’Achille pensavo che non ce l’avrei fatta a tornare. Ma solo per una notte, poi mi sono svegliato e mi sono detto: ‘no, devi reagire!’”.
  • Il punto quattro è tanto scontato quanto vero. Resilienza, resistenza alle avversità: “ho dovuto superarne tante: spalle, ginocchia, tendine d’Achille. La differenza la fai dopo, quando ti rialzi”.
  • Il punto finale è uno dei più difficili, ma è anche quello più importante soprattutto all’inizio: superare le proprie paure.Ho avuto paura nella mia vita, ma l’ho sempre accettata come sfida, non ho mai lasciato che ne fossi preda. L’ho imparato da giovane, per la prima volta al Camp Cotigliano di Pistoia, dove c’era anchea Mario Boni. In una gara ero nervoso e giocai male, quella sera cercai di capire perché era accaduto. Questa filosofia ha radici in quella nottata”.